Francoforte, 26 febbraio 2026 – La Banca Centrale Europea chiude il 2025 con una perdita di 1,254 miliardi di euro. Un dato negativo, certo, ma che segna un netto passo avanti rispetto al rosso di quasi 8 miliardi registrato l’anno prima. A emergere è il rendiconto finanziario diffuso oggi dalla stessa Bce, guidata da Christine Lagarde, che ha sottolineato come il risultato sia “molto più contenuto rispetto al 2024”.
Perdite accumulate, niente dividendi per le banche nazionali
La Bce spiega che le perdite accumulate dal 2022 derivano dalle politiche di espansione del bilancio messe in campo negli anni scorsi. In pratica, l’Eurotower aveva comprato titoli – soprattutto a tasso fisso e con scadenze lunghe – per sostenere l’economia dell’area euro durante i momenti più difficili della crisi pandemica e dell’inflazione. “Anche la perdita del 2025, come quelle precedenti, resterà nel bilancio della Bce e sarà coperta con i profitti futuri”, si legge nella nota ufficiale. Tradotto: per il secondo anno di fila, non ci saranno dividendi per le banche centrali nazionali dell’eurozona.
Ritorno all’utile? Possibile, ma non certo
La Bce stima di poter “tornare in utile nel 2026 o poco dopo”, anche se molto dipenderà da vari fattori. Tra questi, il movimento dei tassi di interesse, le oscillazioni dei cambi valutari e la composizione del bilancio stesso. “La data precisa è ancora incerta”, spiegano fonti interne, “ma la tendenza è in miglioramento rispetto agli ultimi due anni”. Nel frattempo, la Bce terrà d’occhio i mercati finanziari e la situazione macroeconomica dell’area euro.
Solidità patrimoniale, la Bce non rischia
Nonostante il risultato in rosso, la Bce tiene a rassicurare: “Continuiamo a lavorare per mantenere la stabilità dei prezzi, grazie anche alla nostra solida posizione finanziaria”, si legge nel comunicato. A fine 2025, il capitale e le riserve di rivalutazione ammontavano a 71 miliardi di euro, in crescita di 12 miliardi rispetto all’anno precedente. Un segnale importante, secondo gli esperti, che conferma la capacità dell’istituto di reggere eventuali shock senza compromettere il proprio funzionamento.
Mercati cauti, si aspetta il prossimo passo
Subito dopo la pubblicazione del bilancio, i mercati hanno reagito con prudenza. Gli operatori hanno accolto bene il calo delle perdite rispetto al 2024, ma attendono segnali più chiari sul ritorno all’utile. “Il rafforzamento delle riserve è un dato rassicurante”, commenta un gestore di fondi a Milano, “ma la vera sfida arriverà nei prossimi mesi, quando capiremo meglio l’impatto delle politiche monetarie sui conti della Bce”.
Un bilancio ancora sotto pressione
Il cammino verso una piena normalizzazione resta complicato. Le perdite degli ultimi anni, spiegano gli esperti, sono il risultato di scelte straordinarie in tempi altrettanto straordinari. Solo con il graduale aumento dei tassi e la riduzione degli asset comprati in passato sarà possibile tornare a un equilibrio stabile. Fino ad allora, la Bce dovrà gestire con attenzione il proprio bilancio, senza mai perdere di vista l’obiettivo principale: mantenere la stabilità dei prezzi nell’area euro.
