Bpm: prossima settimana il cda per la lista strategica

Bpm: prossima settimana il cda per la lista strategica

Bpm: prossima settimana il cda per la lista strategica

Giada Liguori

Febbraio 26, 2026

Milano, 26 febbraio 2026 – Banco Bpm non fa passi indietro e conferma la rotta già fissata: oggi, nel corso del consiglio di amministrazione riunito nella sede di piazza Meda, è stata ribadita la volontà di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo del board, come anticipato nelle settimane scorse. Una scelta che arriva in un momento delicato per la banca, con il settore bancario italiano in fermento e le grandi manovre sulle governance che si susseguono a ritmo serrato.

Banco Bpm conferma: lista del consiglio in arrivo

La decisione, annunciata nel primo pomeriggio da un portavoce, è chiara e senza ambiguità: “Il cda della banca, riunitosi oggi, ha deciso di proseguire nel percorso già avviato in merito alla presentazione della lista da parte del cda uscente”. Parole secche, che però raccontano bene il clima di continuità e prudenza che si respira ai vertici di Banco Bpm. Al momento, nessuna apertura a strade alternative.

La banca ha spiegato che la prossima settimana sarà una tappa importante: “Sarà sottoposta all’approvazione del cda, dopo il via libera del comitato nomine, la lista dei candidati, che rispetterà la composizione qualitativa e quantitativa già approvata”. In pratica, si va verso una lista studiata per bilanciare competenze e rappresentanza, come richiesto dalle nuove regole di vigilanza.

Governance in primo piano: i tempi e cosa aspettarsi

Il cammino verso il rinnovo del board di Banco Bpm è iniziato lo scorso autunno, quando il consiglio ha affidato al comitato nomine il compito di mettere insieme una proposta in linea con i criteri dettati da Banca d’Italia e BCE. Da allora, tra Milano e Roma, si sono susseguite riunioni riservate e incontri informali.

La scelta di presentare una lista del consiglio – pratica sempre più comune tra le grandi banche italiane – punta a rafforzare la stabilità dell’istituto e a evitare sorprese in assemblea. Secondo fonti vicine al dossier, sarebbe stata anche spinta dagli azionisti istituzionali. “È una procedura ormai consolidata – spiega una fonte interna – che valorizza le professionalità interne e garantisce continuità nella gestione”.

Gli equilibri interni e il peso degli azionisti

Non sfugge al mercato l’attenzione con cui si segue la partita sulla governance di Banco Bpm. Il capitale è oggi diviso tra fondi italiani e stranieri, con nomi come Crédit Agricole – che detiene circa il 10% secondo gli ultimi dati Consob – e grandi investitori come BlackRock e Norges Bank.

In questo quadro, la lista del consiglio manda un messaggio chiaro: niente spazio per cordate esterne o candidature “di bandiera”. Solo dopo l’approvazione formale della lista, prevista entro la prima settimana di marzo, si capirà se arriveranno proposte alternative da minoranze o singoli azionisti. Per ora, secondo fonti raccolte da alanews.it, non ci sono segnali concreti in questo senso.

I prossimi passi e l’attenzione del mercato

L’assemblea degli azionisti di Banco Bpm è fissata per aprile. Nel frattempo, tutti gli occhi sono puntati sulle mosse del consiglio e sulle possibili reazioni degli investitori istituzionali. Il clima resta prudente: “L’obiettivo è assicurare stabilità e continuità nella gestione”, ha confidato un consigliere uscente al termine della riunione.

Intanto, Piazza Affari osserva con interesse: il titolo Banco Bpm ha chiuso in leggero rialzo, segno che il mercato sembra apprezzare la scelta della continuità. Ma tra gli operatori c’è chi si chiede cosa succederà davvero: “Molto dipenderà dalla composizione finale della lista e dal ruolo che i grandi azionisti decideranno di giocare nei prossimi mesi”, commenta un analista milanese.

Una scelta decisiva per il futuro della banca

Per Banco Bpm si apre ora una fase delicata ma fondamentale. Definire la nuova governance arriva in un momento in cui il settore bancario italiano deve affrontare sfide importanti, dalla digitalizzazione all’aumento dei tassi. In questo scenario, puntare su una lista del consiglio – costruita con equilibrio e competenze – è visto come un tentativo di rafforzare la posizione dell’istituto nel panorama nazionale.

Resta da vedere se questa strategia darà frutti anche sul fronte dei rapporti con gli azionisti e delle alleanze future. Per ora, però, la strada è tracciata: avanti con la lista del consiglio, senza deviazioni.