Calderone: il congedo paritario è la vera priorità, non il salario minimo

Calderone: il congedo paritario è la vera priorità, non il salario minimo

Calderone: il congedo paritario è la vera priorità, non il salario minimo

Giada Liguori

Febbraio 26, 2026

Roma, 26 febbraio 2026 – Questa mattina, al Forum ANSA, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, ha ribadito la posizione del governo sul tema del salario minimo e sulle politiche per la famiglia. La sua preferenza è chiara: più spazio al congedo paritario piuttosto che a una legge che fissi una soglia minima per i salari. Una linea che conferma la distanza netta con le proposte delle opposizioni emerse nelle scorse settimane.

Congedo paritario, la priorità del governo

Credo molto di più nel congedo paritario che nel salario minimo”, ha detto Calderone ai giornalisti nella sede dell’ANSA, poco dopo le 10.30. Per la ministra, sostenere le famiglie e favorire un equilibrio maggiore tra uomini e donne sul lavoro passa soprattutto da strumenti come il congedo parentale condiviso. “Questa misura può davvero migliorare la qualità della vita delle persone e anche l’organizzazione delle aziende”, ha sottolineato, spiegando che è su questa strada che il governo vuole puntare nei prossimi mesi.

Salario minimo, i dubbi del governo

Sul tema del salario minimo invece, Calderone ha confermato quanto già detto in Parlamento: “Il salario minimo è una proposta delle opposizioni che il governo non può condividere”. La ragione? “Noi puntiamo a sostenere la contrattazione e i rinnovi contrattuali”, ha spiegato, lasciando intendere che l’esecutivo preferisce rafforzare i meccanismi già esistenti piuttosto che introdurre nuovi paletti per legge.

Secondo la ministra, fissare una soglia minima per i salari potrebbe avere effetti indesiderati. “In un mercato del lavoro come il nostro, un salario minimo rischia di spingere alcune aziende a uscire dai contratti collettivi”, ha detto. Tradotto: alcune imprese potrebbero decidere di non rispettare più i contratti nazionali, limitandosi a pagare solo il minimo stabilito dalla legge. “Potrebbe scattare un rifiuto del contratto da parte delle aziende”, ha aggiunto, mettendo in guardia su un possibile indebolimento delle tutele per i lavoratori.

Contrattazione collettiva, il cuore della strategia

Al centro della strategia del governo resta quindi il rafforzamento della contrattazione collettiva. Dati del Ministero del Lavoro mostrano che oltre l’80% dei lavoratori in Italia è già coperto da un contratto nazionale, spesso con salari più alti rispetto a quelli che verrebbero garantiti da un salario minimo. “Bisogna estendere queste tutele anche ai settori più fragili”, ha detto Calderone, citando in particolare il lavoro domestico e quello agricolo.

Durante il Forum ANSA, la ministra ha ricordato anche le iniziative messe in campo per favorire il rinnovo dei contratti scaduti. “Abbiamo stanziato fondi per spingere le parti sociali a tornare al tavolo”, ha spiegato, senza però entrare nei dettagli delle misure in arrivo.

Opposizioni e sindacati rispondono

Le parole di Calderone non sono passate inosservate tra le opposizioni. Dal Partito Democratico è arrivata subito una replica: “Il salario minimo è una questione di civiltà”, ha commentato la deputata Chiara Gribaudo, sottolineando che “milioni di lavoratori aspettano risposte concrete dal governo”. Anche i sindacati hanno espresso dubbi sulla posizione dell’esecutivo. “La contrattazione va rafforzata, certo, ma senza un salario minimo rimangono scoperti molti lavoratori”, ha detto Pierpaolo Bombardieri della Uil.

Il futuro del confronto

Il dibattito resta aperto. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri tra governo e parti sociali per parlare sia di congedo paritario sia di possibili interventi per i salari più bassi. Intanto, secondo fonti vicine al Ministero del Lavoro, non sono in arrivo nuove proposte di legge sul salario minimo nel breve periodo. La priorità rimane quella di promuovere la contrattazione collettiva e sostenere le famiglie.

Mentre si attendono sviluppi concreti, lo scontro tra maggioranza e opposizioni promette di restare acceso. Sullo sfondo, le richieste dei lavoratori e la pressione dei sindacati tengono alta l’attenzione su un tema che riguarda milioni di italiani.