Dramma domestico: donna riesce a fuggire da un ex violento e chiama aiuto

Dramma domestico: donna riesce a fuggire da un ex violento e chiama aiuto

Dramma domestico: donna riesce a fuggire da un ex violento e chiama aiuto

Matteo Rigamonti

Febbraio 26, 2026

Giardini Naxos, 26 febbraio 2026 – Un uomo di 41 anni è finito in manette a Giardini Naxos, nel Messinese, con l’accusa di tentato femminicidio, atti persecutori e maltrattamenti ai danni della sua ex compagna. I fatti, avvenuti tra il 21 e il 22 febbraio nell’abitazione della donna, sono stati ricostruiti dalla procura di Messina: secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe tenuto la donna segregata, sottraendole il cellulare e aggredendola fisicamente, arrivando persino a tentare di strangolarla e a spingerla giù dalla tromba delle scale. Solo la prontezza della vittima, che è riuscita a chiamare i genitori, ha permesso ai carabinieri di intervenire in tempo e bloccare l’aggressore.

Aggredita in casa: la ricostruzione della procura

La procura di Messina ricostruisce una notte drammatica. Tutto sarebbe successo nell’appartamento della donna, dove l’ex compagno si sarebbe presentato senza invito per “controllare” se lei avesse iniziato una nuova relazione. L’uomo, 41 anni e originario della zona, avrebbe tolto alla donna il cellulare per spulciare tra messaggi e chiamate, cercando conferme a quello che temeva.

Da lì la situazione è precipitata. La donna, raccontano gli investigatori, è stata picchiata ripetutamente con calci, pugni e morsi. Una violenza brutale, culminata nel tentativo – fortunatamente vano – di strangolarla e nel rischio reale di farla cadere giù per le scale. Solo approfittando di un momento di distrazione dell’uomo, la vittima è riuscita a riprendere il telefono e a chiamare i genitori.

L’allarme che ha salvato la vita

Sono stati proprio i genitori, allertati nel cuore della notte, a chiamare il 112. I carabinieri di Taormina sono arrivati poco dopo. Hanno trovato la donna in stato di shock, con evidenti segni di violenza. L’uomo, ancora nell’appartamento, è stato arrestato sul posto e portato in caserma per gli accertamenti.

Il Gip di Messina ha convalidato il fermo poco dopo, disponendo la custodia cautelare in carcere per il 41enne. Le accuse sono gravi: tentato femminicidio, sequestro di persona, atti persecutori, maltrattamenti e accesso abusivo a sistemi informatici. La procura ritiene che il movente sia la sua volontà di “tenere in vita un rapporto ormai finito per decisione della donna”.

Indagini in corso e testimonianze

Gli investigatori stanno continuando a raccogliere prove: esami medici sulle ferite della vittima, sopralluoghi in casa, e l’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati. La donna, sentita subito dopo l’aggressione, ha confermato un clima di tensione crescente nelle settimane prima dell’episodio. “Era diventato ossessivo, non voleva accettare la fine della nostra storia”, ha detto agli inquirenti.

Fonti vicine alle indagini riferiscono che non ci sarebbero state denunce formali in passato. Tuttavia, alcuni vicini hanno raccontato di aver sentito spesso litigi e urla provenire dall’appartamento. “A volte si sentivano delle grida”, ha detto una residente del palazzo.

Un’altra ferita aperta: la violenza di genere nel Messinese

Questo episodio riporta ancora una volta sotto i riflettori il problema della violenza di genere nel territorio messinese. Solo nell’ultimo anno, secondo i dati della Questura di Messina, sono stati oltre 120 i casi di maltrattamenti o stalking segnalati nella provincia. Le forze dell’ordine ribadiscono l’importanza di denunciare subito: “Ogni segnale va preso sul serio – ha sottolineato un ufficiale dei carabinieri – perché spesso è proprio un intervento tempestivo a salvare una vita”.

La donna aggredita è ora seguita da operatori specializzati e dai servizi sociali locali. Il processo contro il 41enne inizierà nelle prossime settimane al tribunale di Messina. Nel frattempo, la comunità di Giardini Naxos resta sotto choc. “Non avremmo mai immaginato che potesse succedere qui”, ha detto una conoscente della vittima. Ma come ricordano gli esperti dei centri antiviolenza, “la violenza può nascondersi dietro ogni porta”.