Milano, 26 febbraio 2026 – Il prezzo del gas naturale apre la giornata in leggero calo sul mercato europeo. I contratti Ttf di Amsterdam, il punto di riferimento per il settore, segnano una flessione dello 0,47%, fermandosi a 30,75 euro al megawattora. Un calo modesto, ma che non passa inosservato agli operatori e agli osservatori economici, soprattutto in un momento internazionale ancora incerto, tra tensioni geopolitiche e variazioni nella domanda.
Gas in calo: il mercato europeo parte in ribasso
Questa mattina, le contrattazioni sull’hub olandese hanno preso una piega negativa. Amsterdam, da anni la bussola dei prezzi del gas in Europa, vede i futures Ttf perdere quasi mezzo punto percentuale rispetto alla chiusura di ieri. Secondo alcuni analisti sentiti da alanews.it, il calo riflette una domanda contenuta e le aspettative per le prossime settimane, con temperature ancora miti sulla maggior parte del continente.
“Il mercato è in una fase di stallo: non ci sono state nuove tensioni sui flussi dalla Russia o dal Nord Africa, e le riserve europee sono a livelli tranquillizzanti”, spiega Giovanni Bianchi, energy analyst di una nota società di consulenza milanese. “Solo un’ondata di freddo improvvisa potrebbe cambiare le carte in tavola nel breve termine”.
Domanda stabile e scorte piene: perché il prezzo scende
Dietro il calo del prezzo del gas ci sono diversi fattori. Prima di tutto, la domanda industriale resta sotto controllo. Molte aziende energivore hanno già pianificato i consumi per il primo trimestre, e il settore residenziale non ha mostrato picchi particolari. “Le temperature sopra la media stagionale aiutano sicuramente”, racconta un operatore di Piazza Affari poco dopo l’apertura.
Un altro elemento chiave sono gli stoccaggi europei. I dati di ieri di Gas Infrastructure Europe mostrano scorte ancora piene per oltre il 65%. Un livello definito “più che adeguato” dagli esperti, soprattutto con l’inverno che volge al termine. “Le riserve abbondanti tengono i prezzi sotto controllo”, sottolinea Bianchi.
Bollette in vista di sconti, ma con cautela
Il calo dei prezzi all’ingrosso arriva, anche se con qualche settimana di ritardo, sulle bollette di famiglie e imprese. Secondo le stime dell’Autorità per l’energia (Arera), se questa tendenza continua, da marzo si potrebbero vedere fatture più leggere. Tuttavia, gli operatori mettono in guardia: “Il mercato è ancora molto volatile, basta poco per cambiare direzione”, avverte un portavoce di Assoutenti.
Al momento, però, la situazione sembra sotto controllo. “Non prevediamo scossoni improvvisi nei prossimi giorni”, dice Bianchi. “La vera incognita resta la geopolitica: crisi nei paesi produttori o problemi alle infrastrutture potrebbero ribaltare tutto in un attimo”.
Mercato internazionale stabile, ma occhi aperti
Sul fronte internazionale, la giornata inizia senza scossoni. I principali fornitori – dalla Norvegia all’Algeria – confermano forniture regolari verso l’Europa. Anche i flussi di gas naturale liquefatto (GNL) dai terminali atlantici restano costanti.
“Il quadro è tranquillo, ma nessuno si rilassa”, commenta un trader londinese raggiunto al telefono poco dopo le 9. “Basta una notizia a sorpresa per far muovere i prezzi anche in modo deciso”.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Guardando avanti, gli analisti puntano a una certa stabilità dei prezzi almeno fino a metà marzo. Solo con l’arrivo della primavera e la fine della stagione di riscaldamento si potrà fare un bilancio più chiaro sull’andamento del mercato del gas in Europa.
Nel frattempo, tutti gli occhi restano puntati su Amsterdam e sulle previsioni del tempo. Sono queste, insieme alle tensioni geopolitiche, le variabili che continueranno a dettare il ritmo delle contrattazioni e a influenzare le scelte di famiglie e imprese italiane.
