Milano, 26 febbraio 2026 – Questa mattina il prezzo del gas naturale in Europa ha fatto un piccolo passo indietro. Alle 9, il future Ttf di Amsterdam, il punto di riferimento per il mercato europeo, si è fermato a 30,9 euro al megawattora, segnando un calo dello 0,6% rispetto alla chiusura di ieri. Un movimento lieve, che però conferma la calma apparente che sta caratterizzando il settore energetico nelle ultime settimane.
Gas naturale in Europa: un mercato che tira il fiato
Dopo mesi di alti e bassi, spesso anche bruschi, il prezzo del gas naturale sembra essersi stabilizzato. Il valore di 30,9 euro/MWh registrato stamattina ad Amsterdam rientra in una fascia che, secondo gli esperti, tiene conto di una domanda bassa e di scorte ancora abbondanti nei grandi depositi europei. “Per ora la situazione è sotto controllo”, ha detto al telefono un trader milanese poco dopo l’apertura. “Non ci sono segnali di tensione né dalla parte dell’offerta né da quella della domanda”.
Scorte piene e clima più caldo frenano i prezzi
A spingere i prezzi verso il basso ci sono soprattutto due fattori: le scorte di gas ancora molto piene e un inverno meno rigido del solito. Secondo Gas Infrastructure Europe, i depositi principali in Europa sono pieni per più dell’80% della loro capacità. Un dato rassicurante per il mercato, che aiuta a tenere i prezzi sotto controllo. “Il clima ha fatto la sua parte”, ha detto un analista di Ref-E, società di consulenza milanese. “Temperature più alte della media hanno ridotto la richiesta di riscaldamento, lasciando più gas nei serbatoi”.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Gli operatori guardano al futuro con prudenza. L’arrivo della primavera potrebbe far scendere ancora la domanda. Ma restano incognite legate alla geopolitica e alle forniture da Paesi fuori dall’Unione Europea. “Il rischio zero non esiste”, ha sottolineato un funzionario del Ministero dell’Ambiente durante un incontro a Roma. “Un’improvvisa crisi o interruzione potrebbe far saltare l’equilibrio attuale”. Per ora, però, il mercato punta a mantenere questa fase di tranquillità.
Un respiro per famiglie e imprese italiane
Per chi vive e lavora in Italia, il calo del prezzo del gas è un po’ di ossigeno dopo mesi complicati. Secondo Arera, l’Autorità per l’energia, le bollette domestiche sono diminuite in media del 12% rispetto allo scorso anno. Un sollievo soprattutto per le piccole aziende che consumano molta energia e che negli ultimi tempi hanno dovuto fare i conti con aumenti anche a doppia cifra. “La situazione però resta fragile”, avverte Marco Granelli, presidente di Confartigianato Energia. “Basta poco per cambiare le cose”.
Reazioni sul mercato e attese degli investitori
A Piazza Affari la notizia del calo del future Ttf è passata quasi inosservata. Gli investitori sembrano aver già messo in conto questa fase di prezzi stabili nelle materie prime energetiche. “Il mercato si muove con prudenza”, spiega un gestore di fondi. “Tutti aspettano segnali più chiari dalla geopolitica e dalle scelte europee sulla transizione energetica”. Nel frattempo, la parola d’ordine resta cautela.
Il gas europeo nel panorama globale
A livello internazionale, il prezzo del gas europeo è seguito con attenzione anche in Asia e negli Stati Uniti. La concorrenza sul mercato globale del GNL (gas naturale liquefatto) resta forte. Ma, almeno per ora, l’Europa può contare su forniture varie e su una domanda interna sotto controllo. Solo eventi esterni improvvisi potrebbero cambiare rapidamente il quadro.
In breve, la giornata si apre con un segnale di calma sui mercati energetici europei: il gas scende a 30,9 euro/MWh ad Amsterdam, confermando una fase di relativa tranquillità che, però, come ricordano gli esperti, potrebbe durare poco.
