Innovazione quantistica: il contest che trasforma orologi e telescopi

Innovazione quantistica: il contest che trasforma orologi e telescopi

Innovazione quantistica: il contest che trasforma orologi e telescopi

Matteo Rigamonti

Febbraio 26, 2026

Roma, 26 febbraio 2026 – Leonardo ha lanciato oggi una nuova chiamata internazionale rivolta a ricercatori, startup e innovatori. L’obiettivo è scovare soluzioni mai viste prima per alcune delle sfide più difficili nel campo delle tecnologie quantistiche. Questa iniziativa fa parte del programma di open innovation chiamato “Solvers Wanted“. L’idea è coinvolgere talenti e realtà che finora sono rimasti ai margini, offrendo loro la possibilità di collaborare direttamente con uno dei principali gruppi industriali italiani.

Leonardo cerca nuovi talenti per la rivoluzione quantistica

“Vogliamo scoprire se ci sono persone o gruppi che ancora non conosciamo e che possono aiutarci a risolvere problemi concreti”, ha detto Massimiliano Proietti, a capo del Laboratorio di tecnologie quantistiche di Leonardo, durante un incontro con la stampa. Per Proietti, questa chiamata è un modo per “aprire il laboratorio al mondo”, cercando idee fresche e soluzioni fuori dagli schemi abituali. Il programma “Solvers Wanted” propone tre sfide diverse, tutte legate allo sviluppo di tecnologie quantistiche avanzate.

Navigazione senza GPS: la sfida degli orologi atomici

La prima sfida riguarda la creazione di sistemi di navigazione che non dipendano dal GPS, usando una combinazione di orologi atomici ultra precisi e sensori quantistici. Questi dispositivi, ancora in fase di prova, promettono di cambiare il modo di navigare in aria e in mare: potranno essere montati su aerei o navi e fornire la posizione esatta in tempo reale, senza bisogno dei segnali satellitari. “Sono strumenti che uniscono la precisione degli orologi atomici alla sensibilità dei sensori quantistici, capaci di misurare spostamenti e rotazioni con una precisione mai raggiunta prima”, ha spiegato Proietti. L’obiettivo è superare i limiti dei sistemi satellitari attuali, offrendo più autonomia e sicurezza anche in situazioni estreme.

Comunicazioni quantistiche in movimento: laser e telescopi portatili

La seconda sfida riguarda le comunicazioni quantistiche free space, cioè la capacità di mantenere una connessione stabile tra due dispositivi in movimento – come droni o veicoli autonomi – usando fasci laser molto sottili. La difficoltà principale sta nello sviluppare mini puntatori laser capaci di seguire movimenti veloci e inviare impulsi formati da singole particelle di luce, i cosiddetti fotoni. “Servono anche ricevitori molto sensibili, dei veri e propri minitelescopi portatili, capaci di catturare segnali molto deboli anche a chilometri di distanza”, ha aggiunto Proietti. Se perfezionata, questa tecnologia potrebbe avere applicazioni immediate sia nel campo civile sia in quello della difesa.

Algoritmi per fotocamere quantistiche: vedere dove gli altri non arrivano

La terza sfida riguarda lo sviluppo di nuovi algoritmi per migliorare la qualità delle immagini ottenute dalle nuove fotocamere quantistiche. Questi strumenti, ancora poco diffusi ma già testati nei laboratori Leonardo, riescono a “vedere” anche in condizioni difficili per le tecnologie tradizionali – per esempio attraverso la nebbia o con poca luce – sfruttando le leggi della meccanica quantistica. “Cerchiamo modi più efficaci per elaborare i dati raccolti da questi sensori”, ha spiegato Proietti, “perché solo così potremo ottenere immagini chiare e affidabili anche in situazioni complicate”.

Open innovation per il futuro: la sfida di Leonardo

L’iniziativa “Solvers Wanted” fa parte di uno sforzo più ampio di Leonardo per rafforzare la sua presenza nel campo delle tecnologie quantistiche, ritenute fondamentali sia per la sicurezza nazionale sia per lo sviluppo industriale. La chiamata rimarrà aperta fino a fine aprile; le proposte selezionate avranno accesso a finanziamenti dedicati e potranno collaborare direttamente con i laboratori dell’azienda. “Siamo convinti che l’innovazione nasca dall’incontro di mondi diversi”, ha concluso Proietti, “e questa chiamata è il nostro modo per allargare gli orizzonti”.