La rivoluzione verde: la vegetazione della Terra avanza verso Nord-Est

La rivoluzione verde: la vegetazione della Terra avanza verso Nord-Est

La rivoluzione verde: la vegetazione della Terra avanza verso Nord-Est

Matteo Rigamonti

Febbraio 26, 2026

Berlino, 26 febbraio 2026 – Il verde che copre la Terra sta cambiando rotta. Secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), la vegetazione si sta spostando verso Nord-Est, alterando il ritmo stagionale che da sempre regola la crescita delle piante. Dietro questa scoperta c’è il lavoro congiunto del Centro tedesco per la ricerca integrativa sulla biodiversità (iDiv), del Centro Helmholtz per la ricerca ambientale (UFZ) e dell’Università di Lipsia. Gli scienziati hanno messo a punto un nuovo modo per monitorare il fogliame globale, usando dati satellitari per capire come la superficie verde del pianeta risponde al riscaldamento globale.

L’onda verde cambia direzione: Nord-Est in primo piano

Lo studio racconta che il cosiddetto “centro dell’onda verde” — il punto dove la vegetazione è più densa — si muove ogni anno seguendo le stagioni. Ma negli ultimi decenni si è notato uno spostamento costante verso Nord e, in modo significativo, anche verso Est. La posizione più a Nord viene raggiunta a metà luglio nell’Atlantico settentrionale, vicino all’Islanda, mentre quella più a Sud si trova al largo della Liberia a marzo. “Abbiamo visto un movimento verso Nord in tutte le stagioni”, spiega Miguel Mahecha, ricercatore dell’Università di Lipsia e primo autore dello studio. “Ma a sorpresa, nell’emisfero Sud non c’è stato un ritorno verso Sud durante l’estate”.

CO2 e temperature: i motori del rinverdimento

Il fenomeno del rinverdimento globale è legato soprattutto all’attività umana. L’aumento della CO2 nell’aria funziona un po’ come un concime naturale, stimolando la fotosintesi. Allo stesso tempo, le temperature più alte allungano le stagioni di crescita in molte zone. Gli studiosi dicono che questi fattori permettono alla vegetazione nell’emisfero Nord di rimanere verde più a lungo, con inverni meno rigidi e stagioni di crescita più lunghe. “I dati mostrano che le piante mantengono una copertura fogliare più fitta per tutto l’anno”, aggiunge Mahecha.

Spinta verso Est: India, Cina e Russia in prima fila

Non solo Nord, ma anche Est. Il centro dell’onda verde si sta spostando anche in questa direzione. Gli autori ritengono che il motivo sia il rinverdimento di vaste aree in paesi come India, Cina e Russia. Qui, politiche di riforestazione e cambiamenti nell’uso del territorio stanno aumentando la densità della vegetazione. “È probabilmente il risultato di pratiche agricole più attente e di investimenti nella riforestazione”, spiegano i ricercatori tedeschi.

Cosa significa per la biodiversità e il clima

Questo spostamento verso Nord-Est non è un dettaglio da poco. Può avere un impatto importante sulla biodiversità e sull’equilibrio climatico globale. Cambiare la distribuzione delle piante significa modificare gli habitat per tanti animali e influire sui cicli del carbonio. Per questo, gli scienziati sottolineano quanto sia importante tenere d’occhio questi movimenti per capire cosa ci riserva il futuro. “Solo conoscendo come cambia la superficie verde del pianeta possiamo prepararci alle sfide che verranno”, conclude Mahecha.

Un nuovo sguardo sul pianeta

Il metodo usato dal gruppo tedesco si basa sull’analisi delle immagini satellitari raccolte negli ultimi decenni. Questo permette di seguire con precisione come cambia la copertura vegetale in tutto il mondo, superando i limiti delle osservazioni tradizionali. “Oggi la tecnologia ci fa vedere il pianeta come un organismo vivo che si trasforma continuamente”, spiega uno degli autori. I dati confermano: il rinverdimento verso Nord-Est è ormai una realtà consolidata.

Il futuro del verde: adattarsi al cambiamento

Gli esperti avvertono che questo processo potrebbe accelerare nei prossimi anni, con effetti ancora difficili da prevedere su agricoltura, foreste e ecosistemi. Le politiche dovranno fare i conti con una realtà che cambia in fretta, dove la vegetazione non segue più i vecchi ritmi stagionali ma si sposta seguendo nuove rotte dettate dal clima e dall’uomo.