Milano, 26 febbraio 2026 – Prezzi in rialzo, mercati sempre più instabili e difficoltà a trovare materie prime: sono queste le sfide che aspettano le imprese italiane nei prossimi cinque anni. Al centro delle preoccupazioni ci sono le materie prime critiche. L’allarme arriva dalla ricerca Cascade, presentata oggi nella sede di Confindustria a Milano. Dietro lo studio c’è il gruppo interuniversitario Re4It (Università di Bologna, Bergamo, L’Aquila e Politecnico di Milano), in collaborazione con il Centro Studi Confindustria, con il sostegno del Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del programma Prin-Pnrr.
Terre rare e titanio, i punti deboli dell’industria italiana
Il rapporto mette in luce come le tensioni più forti riguardino soprattutto le terre rare e il titanio. “Il problema con questi materiali è serio e strutturale”, si legge nel documento. Perché? “La domanda cresce senza sosta, mentre l’offerta resta concentrata in poche zone del mondo”, spiegano gli studiosi. A questo si aggiungono le tensioni geopolitiche e il fatto che è difficile sostituire questi elementi nei processi produttivi. Insomma, il nodo non è solo ambientale, anche se le norme complicano la situazione, ma è legato a dinamiche profonde del mercato globale.
Settori strategici in allarme: aerospazio, elettronica e tecnologie avanzate
Gli effetti si faranno sentire soprattutto nei settori più tecnologici e strategici: aerospazio e difesa, dove titanio e alluminio sono indispensabili; elettronica e elettrificazione, che dipendono molto dal rame; e poi magneti e tecnologie avanzate che hanno bisogno di terre rare. “Le difficoltà si rifletteranno lungo tutta la filiera”, avvertono gli esperti. Dall’estrazione delle materie prime fino ai prodotti finiti, ogni passaggio rischia di risentirne, con un impatto ancora più forte nelle filiere integrate. In sostanza, si tratta di un tema di sicurezza industriale: la capacità delle filiere italiane ed europee di resistere si gioca in questi anni.
Le richieste delle imprese: più Europa e investimenti mirati
“Le materie prime critiche sono al centro di una sfida globale che unisce sicurezza economica, transizione energetica e autonomia industriale”, ha detto Lucia Aleotti, vicepresidente del Centro Studi di Confindustria. Secondo lei, la pressione sulle forniture non è un problema temporaneo, ma il segnale di cambiamenti profondi nel mercato mondiale. Per un Paese che vive di manifattura come l’Italia, è fondamentale rafforzare il coordinamento a livello europeo, a partire dall’attuazione concreta del Critical Raw Materials Act. Ma non basta: servono politiche specifiche per le filiere, investimenti in raffinazione, riciclo e innovazione.
Le Pmi in difficoltà tra prezzi che oscillano e rischi di approvvigionamento
Un capitolo a parte riguarda le piccole e medie imprese. “Occorrono strumenti che aiutino soprattutto le pmi a gestire l’instabilità dei prezzi e i problemi di approvvigionamento”, ha sottolineato Aleotti. Spesso sono proprio le aziende più piccole a pagare il prezzo più alto delle fluttuazioni sui mercati internazionali. La ricerca indica che garantire la solidità delle catene di fornitura è ormai una priorità per mantenere competitiva l’industria italiana.
Alluminio e rame: domanda in crescita, ma anche nuove sfide
Anche l’alluminio e il rame restano sotto pressione. L’alluminio è cruciale per l’aerospazio e l’automotive, il rame è indispensabile per la transizione energetica e le infrastrutture digitali. I dati raccolti da Re4It mostrano che la domanda di questi materiali continuerà a salire, mentre l’offerta stenta a stare al passo. Le imprese denunciano anche una burocrazia sempre più complessa, che rende difficile pianificare gli investimenti a lungo termine.
Il futuro delle filiere italiane ed europee: la sfida della resilienza
In chiusura, la ricerca Cascade mette in guardia: non si può sottovalutare la portata delle difficoltà che arrivano. “Le politiche devono essere coordinate, integrate e costantemente monitorate”, si legge nel documento finale. Solo così si potrà garantire la tenuta delle filiere italiane ed europee in un mondo sempre più competitivo e incerto. La partita della resilienza industriale – avvertono gli esperti – si gioca ora. E riguarda tutti: grandi aziende, pmi, istituzioni.
