Milano, 26 febbraio 2026 – Andrea Orcel di UniCredit e Carlo Messina di Intesa Sanpaolo restano saldamente in cima alla classifica della reputazione tra i manager italiani. A dirlo è l’ultimo Reputation Index del Gruppo The Skill, pubblicato questa mattina. Il report scatta una fotografia della percezione pubblica dei principali amministratori delegati e presidenti in settori chiave come credito, industria, innovazione, energia, infrastrutture e salute. Un vero termometro della loro presenza e del modo in cui vengono raccontati dai media, in un momento di cambiamenti veloci e attenzione crescente a temi come sostenibilità e sicurezza.
Orcel e Messina dominano il credito, Lovaglio perde terreno
Nel mondo delle banche, la classifica conferma ancora una volta Andrea Orcel e Carlo Messina ai primi posti. Dietro questo risultato c’è, secondo gli esperti di The Skill, una gestione solida e una comunicazione che funziona con investitori e pubblico. Al contrario, in forte discesa troviamo Luigi Lovaglio, ad di Mps, che paga la volatilità recente dei mercati e una presenza mediatica più debole.
Nel frattempo, nel settore dei media, Pier Silvio Berlusconi (Mfe) soffre le conseguenze delle polemiche legate all’affaire Signorini-Corona: la vicenda ha inciso negativamente sulla sua reputazione, come mostrano i dati in calo.
Industria e innovazione: sicurezza e tecnologia al centro del racconto
Il report sottolinea un cambio ormai stabile: l’innovazione si lega sempre più ai temi della difesa e della sicurezza. Personaggi come Roberto Cingolani (Leonardo) e Giuseppe Cossiga (Aiad/Mbda) guadagnano spazio sui media, spinti dal dibattito sulle filiere tecnologiche strategiche per il Paese.
Tra le new entry più interessanti c’è Cristina Scocchia, ad di Illycaffè, che secondo lo studio “ha saputo trasformare la transizione di prodotto in reputazione”. Un caso simile è quello di Matteo Del Fante (Poste Italiane), la cui immagine pubblica si è rafforzata grazie alle iniziative per digitalizzare i servizi. Situazione diversa per Leonardo Maria Del Vecchio (LMDV Capital): il trimestre appena passato è stato caratterizzato da una forte esposizione, ma con un riscontro mediatico poco favorevole.
Energia e ambiente: Di Foggia guida, Artizzu rilancia il nucleare
Nel settore Ambiente & Energia, la reputazione si gioca sempre più sulla capacità di spiegare scelte complesse al grande pubblico. In cima alla classifica c’è Giuseppina Di Foggia (Terna), seguita da vicino da Flavio Cattaneo (Enel), Renato Mazzoncini (A2A) e Claudio Descalzi (Eni).
La vera novità è l’ingresso di Gianluca Artizzu, ad di Sogin, che ha riportato in primo piano il tema dell’energia nucleare. “La credibilità tecnica – spiegano gli autori del report – è diventata un elemento decisivo per la reputazione nel settore”.
Infrastrutture e trasporti: Donnarumma tiene, Eberhart cresce
Nel mondo delle infrastrutture, il nome di Stefano Donnarumma (Ferrovie dello Stato) resta una garanzia. La sua gestione è vista come innovativa e affidabile, con un occhio particolare alla sicurezza.
Dietro di lui si muovono figure come Pietro Salini (Webuild) e Arrigo Giana (Aspi), che operano in un ambiente dove i grandi cantieri assicurano visibilità ma aumentano anche l’instabilità mediatica. Da segnalare la crescita di Jörg Eberhart (Ita Airways), che secondo gli analisti “sta costruendo una reputazione solida grazie a una comunicazione più chiara e trasparente”.
Salute e scienze della vita: Cattani, Dompé e Aleotti in vetta
Nel settore Salute & Life Sciences guidano la classifica Marcello Cattani (Farmindustria), Sergio Dompé (Dompé Farmaceutici), Lucia Aleotti (Menarini) e Nicoletta Luppi (MSD Italia). La loro presenza costante nel dibattito pubblico riflette l’attenzione crescente verso l’innovazione farmaceutica e la sostenibilità dei sistemi sanitari.
Secondo The Skill, “in questo settore la reputazione si costruisce sulla trasparenza delle informazioni scientifiche e sulla capacità di dialogare con i cittadini”. Un equilibrio delicato che richiede non solo competenze tecniche, ma anche sensibilità nel comunicare.
Reputazione: tra visibilità e racconto pubblico
Il quadro che emerge dal nuovo Reputation Index racconta un sistema manageriale italiano dove la reputazione si costruisce giorno dopo giorno, mescolando fatti concreti e il modo in cui si raccontano. “Non basta più essere bravi – ha confessato uno degli autori dello studio – bisogna anche saperlo raccontare”. In un mondo dove ogni parola pesa, la vera sfida per i leader resta quella di unire competenza, trasparenza e capacità di ascolto.
