Milano, 26 febbraio 2026 – Prysmian, il colosso milanese che domina il mercato mondiale dei cavi per energia e telecomunicazioni, ha chiuso il 2025 con un bilancio in netta crescita. I ricavi sono saliti a 19,65 miliardi di euro, segnando un +5,4% rispetto all’anno prima. Il margine operativo lordo è passato da 1,93 a 2,4 miliardi. L’utile netto ha fatto un vero salto, aumentando del 74,2% e toccando quota 1,27 miliardi. Numeri che confermano la forza dell’azienda guidata da Valerio Battista, protagonista in un settore chiave per la transizione energetica.
Prysmian chiude il 2025 con numeri da record
Nel dettaglio, il fatturato ha sfiorato i 20 miliardi di euro, in crescita del 5,4% rispetto al 2024. L’Ebitda ha toccato i 2,4 miliardi, ben sopra gli 1,93 miliardi dell’anno precedente. L’utile netto ha toccato quota 1,27 miliardi, con un’impennata del 74,2%. Anche la posizione finanziaria è migliorata: la liquidità è salita del 15,8%, raggiungendo 1,71 miliardi.
Il Consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 0,9 euro per azione, in crescita del 13% rispetto all’anno scorso. “Questi risultati dimostrano la capacità del gruppo di creare valore in modo sostenibile”, ha spiegato l’amministratore delegato Valerio Battista durante la presentazione dei conti a Milano.
Ultimi tre mesi dell’anno da record
Il quarto trimestre 2025 ha fatto registrare risultati particolarmente brillanti. Il margine operativo lordo trimestrale ha toccato i 622 milioni, con un +20% rispetto allo stesso periodo del 2024. I ricavi hanno raggiunto quasi i 5 miliardi, segnando un aumento del 4,3%. L’utile netto del trimestre è arrivato a 248 milioni, in crescita del 61%.
A spingere questi numeri sono stati soprattutto i grandi progetti infrastrutturali nel settore dell’energia, in particolare le commesse per cavi sottomarini e terrestri destinati alle reti di trasmissione elettrica. “Abbiamo beneficiato della forte domanda legata alla transizione energetica e agli investimenti nelle rinnovabili”, ha commentato Battista.
Previsioni positive per il 2026
Guardando avanti, Prysmian si presenta con un portafoglio ordini da completare pari a 17 miliardi di euro. Per il 2026, il gruppo punta a un margine operativo lordo tra 2,62 e oltre 2,77 miliardi e a una generazione di cassa tra 1,3 e 1,4 miliardi.
“Le prospettive sono buone – ha detto il direttore finanziario Pier Francesco Facchini – grazie ai progetti già acquisiti e alle opportunità offerte dalla digitalizzazione delle reti e dalla crescita delle energie rinnovabili”. Il management ha confermato l’impegno a investire in innovazione e sostenibilità, con un occhio di riguardo ai mercati europei e nordamericani.
Mercati in fermento, Prysmian in crescita
La diffusione dei risultati ha avuto un impatto positivo anche a Piazza Affari: nella mattinata di oggi il titolo Prysmian ha guadagnato oltre il 2%. Gli analisti hanno evidenziato la solidità finanziaria e la buona visibilità garantita dal portafoglio ordini. “Il gruppo resta uno dei principali protagonisti globali nel settore dei cavi”, ha commentato un gestore milanese.
Sul fronte strategico, Prysmian punta a rafforzarsi nei segmenti a maggior valore, come i cavi per l’eolico offshore e le reti intelligenti. L’azienda vuole sfruttare le opportunità offerte dai piani di investimento pubblici e privati per ammodernare le infrastrutture energetiche.
Prysmian e la sfida della transizione energetica
La crescita del gruppo riflette il ruolo centrale che i produttori di cavi giocano nella trasformazione verso un sistema energetico più sostenibile. “Siamo chiamati a sostenere la decarbonizzazione delle reti elettriche”, ha ricordato Battista durante l’incontro con gli analisti. In questo scenario, la capacità di innovare e rispondere in fretta alle esigenze dei clienti fa la differenza.
Secondo gli esperti, la domanda globale di cavi ad alta tensione continuerà a crescere nei prossimi anni, spinta dagli investimenti nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica. Prysmian, con stabilimenti in oltre 50 Paesi e circa 30mila dipendenti, si prepara così a raccogliere le nuove sfide del mercato globale.
