Roma, 26 febbraio 2026 – Il Ministero dell’Economia ha messo al primo posto per il triennio 2026-2028 il rafforzamento dei controlli catastali, con un occhio particolare alla mappatura degli immobili fantasma e all’aggiornamento dei valori catastali per gli edifici che hanno usufruito dei bonus edilizi, a partire dal Superbonus. La misura, inserita nell’ultimo atto di indirizzo di politica fiscale, punta a stringere le maglie contro l’evasione e a rendere più trasparente la gestione delle risorse pubbliche.
Controlli più duri su immobili e bonus edilizi
Nel documento ufficiale, il ministero guidato da Giancarlo Giorgetti sottolinea la necessità di “rafforzare i controlli catastali”, attraverso una mappatura degli immobili sconosciuti al catasto o che non corrispondono a quanto registrato. L’operazione coinvolgerà sia le grandi città sia i piccoli centri, dove spesso sfuggono alle amministrazioni locali molte irregolarità. L’obiettivo è chiaro e doppio: da una parte, recuperare le tasse che non sono state pagate; dall’altra, aggiornare i dati sugli immobili che dal 2019 hanno ricevuto interventi di efficienza energetica o di miglioramento strutturale finanziati con fondi pubblici.
“È un passaggio fondamentale per garantire equità fiscale e correttezza tra cittadini e Stato”, spiega un funzionario del ministero, che preferisce restare anonimo. Solo così, aggiunge, si può evitare che chi ha ristrutturato casa con i bonus continui a pagare imposte su valori vecchi e non aggiornati.
Occhi puntati su crediti fiscali e rimborsi sospetti
Non si tratta solo di immobili. Il piano del Ministero dell’Economia prevede anche un giro di vite sui controlli per verificare i crediti dichiarati dai contribuenti. Saranno intensificati i controlli per bloccare le richieste di rimborsi indebiti e per recuperare quelli già erogati senza motivo nei vari settori. Una linea dura che, secondo il documento, punta più a tagliare la spesa pubblica inutile che a far aumentare direttamente le entrate.
“Negli ultimi anni le richieste di rimborso legate ai bonus edilizi sono cresciute”, ammette una fonte dell’Agenzia delle Entrate. “Molte sono legittime, ma non mancano casi di abusi o errori formali che vanno corretti”. Il confronto tra dati catastali e dichiarazioni fiscali dovrebbe aiutare a scovare con più precisione le situazioni sospette.
Stop agli abusi su agevolazioni e compensazioni
Nel documento del ministero si parla anche di combattere l’uso scorretto delle agevolazioni fiscali e delle misure di sostegno. Per questo, saranno più severi i controlli sulle comunicazioni di cessione dei crediti agevolativi e sulle deleghe di pagamento con compensazioni. L’obiettivo è fermare chi usa i crediti fiscali in modo improprio.
Le prime stime interne parlano di migliaia di posizioni sospette, scoperte grazie a specifiche analisi del rischio. “Il sistema dei bonus ha dato una spinta importante all’edilizia”, ricorda un dirigente del MEF, “ma ha anche aperto la porta a comportamenti opportunistici che vanno fermati”.
Tra lotta all’evasione e tutela dei contribuenti onesti
La nuova linea del Ministero dell’Economia si inserisce in un quadro più ampio di riforma della fiscalità immobiliare e revisione delle politiche di sostegno. Da un lato si punta a recuperare risorse con maggiore giustizia fiscale; dall’altro si vuole proteggere chi rispetta le regole, evitando che la complessità delle norme si trasformi in nuovi oneri inutili.
Le associazioni dei proprietari immobiliari hanno già chiesto un confronto col governo per avere chiarezza su tempi e modi degli aggiornamenti catastali. “Serve trasparenza”, ha detto Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, “e attenzione all’impatto sui cittadini”.
Il dibattito è aperto. Nei prossimi mesi si definiranno i dettagli delle nuove misure, mentre gli uffici tecnici sono già al lavoro per preparare le prime mappature e i controlli incrociati. Solo allora si capirà davvero quale sarà l’effetto della stretta annunciata dal Ministero dell’Economia su catasto, bonus edilizi e crediti fiscali.
