Roma, 26 febbraio 2026 – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato oggi alla Camera, durante il question time, l’arrivo di un nuovo bando tipo per le concessioni balneari. La misura, che dovrebbe ottenere il via libera tecnico entro domani e diventare operativa entro fine marzo, punta a rispondere alle richieste della Commissione europea e a difendere le piccole imprese italiane.
Concessioni balneari, nuove regole in arrivo
Da mesi le concessioni balneari sono al centro di un acceso dibattito politico e legale. L’Unione europea ha chiesto all’Italia di rivedere il sistema degli affidamenti, considerato troppo favorevole ai gestori storici e poco aperto alla concorrenza. Salvini, intervenuto in Aula, ha spiegato: “Per evitare che i grandi schiaccino i piccoli, abbiamo lavorato a un bando tipo che prevede la suddivisione in lotti delle concessioni e la partecipazione delle microimprese”. L’obiettivo è chiaro: evitare che “le spiagge finiscano in mano ai grandi gruppi e agli stranieri”.
Il testo del bando, ha aggiunto il ministro, sarà esaminato domani dagli uffici competenti, la cosiddetta “bollinatura”, e dovrà essere adottato formalmente entro il prossimo mese. Un passaggio molto atteso da centinaia di operatori del settore, molti dei quali temono di perdere la gestione degli stabilimenti dopo decenni di attività.
Piccole imprese al centro e indennizzi garantiti
Uno dei punti più caldi riguarda la tutela delle microimprese. Il nuovo schema prevede di dividere le concessioni in lotti più piccoli, per favorire anche le realtà familiari o con pochi dipendenti. “Abbiamo voluto assicurare continuità alle imprese e dare regole chiare al settore”, ha sottolineato Salvini. Così si cerca di evitare che pochi soggetti con grandi capitali prendano tutto.
Altro tema importante sono gli indennizzi per gli investimenti non ancora ammortizzati. Il bando prevede un sistema che riconosce un risarcimento economico agli attuali concessionari che hanno fatto lavori o migliorie non ancora recuperate. Una richiesta arrivata forte dalle associazioni di categoria, preoccupate di dover lasciare le strutture senza alcun rimborso.
Le riserve della Commissione europea
La questione però resta delicata sul fronte europeo. La Commissione Ue ha espresso più volte dubbi sulla compatibilità di indennizzi e criteri restrittivi con le regole sulla concorrenza. Salvini ha risposto direttamente a Bruxelles: “Non si tratta di ledere la concorrenza, come sostiene la Commissione, ma di garantire continuità alle imprese”. Il ministro ha ribadito che il governo vuole trovare un equilibrio tra apertura del mercato e tutela delle realtà locali.
Secondo fonti parlamentari, il testo del bando è frutto di un confronto serrato tra ministero, associazioni di categoria e rappresentanti delle regioni costiere. Non mancano però le preoccupazioni tra gli operatori: “Siamo preoccupati per i tempi stretti e per la reale possibilità di partecipare ai nuovi bandi”, ha detto al telefono un gestore di uno stabilimento di Ostia.
Che cosa succederà ora
Il calendario è serrato: la bollinatura del bando è attesa nelle prossime ore, mentre l’adozione formale dovrebbe arrivare entro marzo. Solo allora si capirà se le nuove regole riusciranno davvero a rendere più equa l’assegnazione delle concessioni. Le associazioni dei balneari chiedono chiarezza: “Serve trasparenza sulle modalità di partecipazione e sui criteri di valutazione”, ha detto Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari.
In attesa del testo definitivo, il clima tra gli operatori è un misto di speranza e preoccupazione. Le spiagge italiane – da Rimini a Viareggio, passando per Liguria e Puglia – sono un patrimonio economico e sociale unico. Ed è proprio su questo equilibrio che si giocherà la partita delle nuove concessioni nei prossimi mesi.
