Roma, 26 febbraio 2026 – Oggi è stata una giornata complicata per chi doveva volare in Italia. Dalle prime ore del mattino è partito uno sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge il personale di terra e di volo delle principali compagnie, tra cui Ita Airways ed easyJet. La protesta, lanciata da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl T.A., Anpac e Anp, ha toccato anche l’indotto aeroportuale. Per la spagnola Vueling, invece, lo stop è durato solo quattro ore, dalle 13 alle 17, su iniziativa di Usb Lavoro Privato. I sindacati parlano di un’adesione altissima: già in mattinata si stimava che circa l’87% dei lavoratori avesse incrociato le braccia.
Circa 300 voli cancellati, Ita Airways ed easyJet le più colpite
Secondo i dati forniti dai sindacati, oggi in tutta Italia sono stati cancellati circa 300 voli dalle compagnie coinvolte. Nel conto ci sono sia i voli soppressi all’ultimo minuto sia quelli cancellati nei giorni scorsi per precauzione. Ita Airways, in particolare, ha annunciato di aver dovuto annullare circa il 55% delle rotte previste per la giornata: circa 160 voli, secondo le stime dei rappresentanti dei lavoratori. Anche easyJet ha fortemente ridotto i collegamenti.
La prima fascia di garanzia, quella che assicura alcune partenze nelle ore di punta, è terminata alle 10 del mattino. Una seconda finestra protetta è prevista tra le 18 e le 21. Nel frattempo, negli aeroporti più grandi si sono viste lunghe code ai banchi informazioni e alle biglietterie. A Fiumicino, intorno alle 8.30, decine di passeggeri si sono rivolti agli operatori per sapere se il proprio volo fosse confermato. “Non sapevamo nulla fino a ieri sera”, ha raccontato una viaggiatrice diretta a Palermo.
Perché si sciopera: le ragioni dei lavoratori
Le ragioni dietro lo sciopero sono diverse. I sindacati chiedono il rinnovo dei contratti collettivi, scaduti da tempo, migliori salari e maggiori tutele per chi lavora negli aeroporti e nelle compagnie aeree. “La situazione è diventata insostenibile”, ha detto Stefania D’Andrea, segretaria nazionale della Filt-Cgil, in una nota. “Chiediamo risposte vere su salari, turni e sicurezza sul lavoro”.
Le organizzazioni sottolineano anche la necessità di un confronto urgente con il governo e le aziende per affrontare la precarietà che colpisce molti lavoratori dell’indotto aeroportuale. “Non possiamo più aspettare”, ha aggiunto D’Andrea. “Serve un tavolo subito”.
Le risposte delle compagnie e il disagio dei passeggeri
Ita Airways ha fatto sapere che ha attivato tutte le procedure per informare i passeggeri coinvolti, offrendo soluzioni alternative come il cambio volo o il rimborso completo del biglietto. “Abbiamo cercato di limitare i disagi”, hanno spiegato fonti della compagnia. EasyJet ha pubblicato sul proprio sito l’elenco aggiornato dei voli colpiti dallo sciopero.
Nonostante gli sforzi, molti viaggiatori si sono trovati a dover cambiare i loro piani all’ultimo momento. “Avevo una riunione importante a Milano”, ha raccontato un uomo in attesa al terminal di Linate, “ma stamattina il mio volo è stato cancellato”. Scene simili si sono viste anche a Venezia e Napoli: valigie ammassate, telefoni in mano e visi preoccupati.
Cosa succede adesso: nessun incontro all’orizzonte
Per ora non sono previsti nuovi incontri tra sindacati e aziende. I rappresentanti dei lavoratori avvertono che la protesta potrebbe continuare se non arrivano risposte concrete nelle prossime settimane. Il Ministero delle Infrastrutture segue la situazione da vicino: “Siamo disponibili al dialogo”, ha detto un portavoce.
La giornata si chiude con un dato chiaro: lo sciopero del trasporto aereo ha creato un forte disagio a migliaia di passeggeri e ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle condizioni di lavoro nel settore. Una questione che, almeno per oggi, ha lasciato a terra non solo gli aerei, ma anche molte speranze di normalità per chi doveva viaggiare.
