Spread Btp-Bund in calo: cosa significa per l’economia italiana?

Spread Btp-Bund in calo: cosa significa per l'economia italiana?

Spread Btp-Bund in calo: cosa significa per l'economia italiana?

Giada Liguori

Febbraio 26, 2026

Milano, 26 febbraio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso ieri in leggero calo, scendendo a 60,1 punti base dai 60,7 della giornata precedente. Un movimento piccolo, ma che non passa inosservato tra operatori e analisti, soprattutto in un mercato ancora guardingo. Il rendimento del Btp decennale italiano è sceso al 3,3%, mentre quello del tedesco, il Bund, è rimasto stabile al 2,7%.

Spread Btp-Bund in calo: un segnale di calma sui mercati

La seduta a Piazza Affari si è chiusa con un’atmosfera tranquilla sul fronte dei titoli di Stato. Il differenziale tra i rendimenti italiani e quelli tedeschi – lo spread – è da tempo uno degli indicatori più seguiti per capire come viene valutato il rischio del Paese. Ieri, il dato a 60,1 punti base ha segnato una leggera discesa rispetto ai 60,7 del giorno prima. Secondo diversi operatori sentiti in mattinata, si tratta più di una fase di “attesa” che di un vero cambio di rotta.

“Il mercato sta aspettando di vedere cosa farà la Banca Centrale Europea”, ha raccontato un gestore di fondi milanese, che ha preferito restare anonimo. “Non ci sono state turbolenze, la volatilità resta bassa e lo spread si muove su livelli che ormai si considerano tranquilli rispetto al passato recente”.

Il rendimento del Btp decennale scende di poco

Il rendimento del Btp decennale italiano ha frenato al 3,3%, appena sotto il 3,31% registrato ieri. Un calo minimo, ma che conferma la tendenza degli ultimi giorni: i titoli di Stato italiani restano visti come relativamente stabili dagli investitori esteri. Il rendimento del Bund tedesco è rimasto fermo al 2,7%.

Secondo i dati Bloomberg arrivati nel primo pomeriggio, la domanda per i titoli italiani tiene, anche grazie al calo della pressione inflazionistica nell’Eurozona nelle ultime settimane. “Gli investitori stanno tornando a guardare all’Italia con più interesse”, ha spiegato un analista di una banca d’affari di Londra. “La discesa dello spread indica che il rischio percepito sul debito italiano si sta riducendo”.

Europa in attesa: la BCE mantiene la prudenza

Il movimento dello spread si inserisce in un quadro europeo ancora incerto sulle mosse della BCE. Francoforte per ora mantiene un atteggiamento prudente sulle politiche monetarie. Nei giorni scorsi, Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha ribadito che “le decisioni sui tassi saranno guidate dai dati”, lasciando intendere che non ci saranno cambiamenti a breve.

A Milano, verso le 17:30, alcuni trader hanno sottolineato come la giornata sia stata segnata da scarsi volumi e pochi spunti operativi. “Non ci sono state notizie capaci di far muovere i mercati in modo deciso”, ha detto un operatore di una società di intermediazione. “Lo spread resta sotto controllo e questo aiuta a mantenere la fiducia”.

Cautela sugli sviluppi futuri

Gli esperti restano prudenti sulle prossime mosse. Lo spread Btp-Bund è ancora basso rispetto ai picchi degli anni passati – basti ricordare i 300 punti base superati nel 2018 – ma la situazione può cambiare in fretta, soprattutto se arrivano shock esterni o tensioni politiche.

“Per ora il mercato premia la stabilità”, ha commentato un economista dell’Università Bocconi. “Ma basta poco per cambiare direzione: una parola fuori posto o dati macro peggiori del previsto possono far tornare l’incertezza”. Intanto, in attesa delle aste di titoli di Stato previste per marzo, l’attenzione resta alta.

Cosa cambia per risparmiatori e imprese

Per chi investe nei titoli di Stato italiani, il calo dello spread significa più serenità. Le aziende, invece, ne beneficiano indirettamente con un costo del denaro più basso e meno pressione sui tassi applicati dalle banche.

“Un differenziale basso aiuta tutto il sistema economico”, ha spiegato un consulente finanziario romano contattato nel tardo pomeriggio. “Non solo lo Stato paga meno interessi sul debito, ma anche famiglie e imprese possono avere prestiti a condizioni migliori”.

In sintesi – anche se la prudenza è d’obbligo – la chiusura dello spread Btp-Bund a 60,1 punti base è stata accolta come un segnale positivo per l’Italia. Almeno per ora.