Stellantis prevede ricavi da record nel 2025, ma anche una perdita da capogiro

Stellantis prevede ricavi da record nel 2025, ma anche una perdita da capogiro

Stellantis prevede ricavi da record nel 2025, ma anche una perdita da capogiro

Giada Liguori

Febbraio 26, 2026

Milano, 26 febbraio 2026 – Stellantis chiude il 2025 con ricavi netti a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto all’anno precedente. A comunicarlo questa mattina è stata la sede milanese del gruppo, che ha sottolineato come a pesare sul risultato siano stati soprattutto i tassi di cambio sfavorevoli e il calo dei prezzi netti, soprattutto nella prima metà dell’anno. La società, nata dalla fusione tra FCA e PSA, ha inoltre registrato una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, un dato che include oneri straordinari per 25,4 miliardi legati a una revisione strategica interna.

Oneri straordinari, il cambio di strategia che pesa

Stellantis spiega che la perdita operativa rettificata si attesta a 842 milioni di euro, mentre il flusso di cassa industriale è negativo per 4,5 miliardi. Ma il dato che salta all’occhio sono gli oneri straordinari. “Riflettono soprattutto un cambio di rotta, con l’obiettivo di riportare i clienti e la loro libertà di scelta al centro delle nostre decisioni”, si legge nella nota diffusa dal gruppo. Tradotto in parole più semplici: il gruppo ha deciso di rivedere alcune linee guida, puntando su un’offerta più flessibile e su un ripensamento delle strategie di prodotto.

Segnali di ripresa negli ultimi mesi del 2025

Nonostante il bilancio negativo, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha voluto sottolineare qualche nota positiva arrivata nella seconda metà dell’anno. “Abbiamo iniziato a vedere i primi segnali di miglioramento”, ha detto durante la presentazione dei risultati. Filosa ha citato i “primi effetti delle azioni per migliorare la qualità”, la “buona riuscita dei lanci della nuova gamma di prodotti” e il “ritorno a una crescita del fatturato”. Un cambio di passo che, secondo lui, dovrebbe farsi più solido nel 2026.

Le sfide e gli obiettivi per il 2026 e oltre

Guardando al futuro, Stellantis conferma le previsioni per il 2026. L’azienda punta a un miglioramento graduale dei ricavi netti, del margine operativo rettificato e del free cash flow industriale già nel prossimo anno. “Nel 2026 ci concentreremo sul colmare le lacune del passato, spingendo per tornare a una crescita con utili”, ha spiegato ancora Filosa. La società stima anche di tornare a generare cassa positiva nel 2027, un segnale che il piano di rilancio dovrebbe iniziare a dare frutti concreti nel medio termine.

Un mercato difficile e la sfida della concorrenza

Il quadro in cui si muove Stellantis resta complicato. Nel 2025 il settore auto ha dovuto fare i conti con una domanda altalenante in Europa e Nord America, e con la pressione sempre più forte della concorrenza asiatica. I dati pubblicati oggi mostrano come il gruppo abbia sofferto soprattutto la volatilità dei cambi e le difficoltà a mantenere prezzi alti nei mercati chiave. Ma i vertici insistono sul fatto che bisogna “riportare i clienti al centro”, puntando su modelli più personalizzati e servizi post-vendita più attenti.

Gli analisti non nascondono la cautela

Le prime reazioni degli analisti sono prudenti. Alcuni sottolineano che la perdita netta, anche se influenzata da voci straordinarie, è un campanello d’allarme sulla sostenibilità della strategia industriale. Altri invece guardano con interesse ai segnali di ripresa nella seconda metà dell’anno e alle previsioni più positive per il 2026. In Borsa, il titolo Stellantis ha aperto con una leggera flessione poco dopo le 9:30, per poi recuperare parte delle perdite nel corso della mattinata.

Il futuro di Stellantis: innovazione e rilancio

Ora resta da vedere se le mosse annunciate – dal lancio di nuovi modelli all’attenzione alle esigenze dei clienti – basteranno a riportare Stellantis su un percorso di crescita stabile. Il gruppo, che conta oltre 300 mila dipendenti nel mondo e stabilimenti in Italia a Torino, Melfi e Pomigliano d’Arco, si prepara a sfide decisive sull’innovazione tecnologica e la transizione verso l’elettrico. I numeri del 2025 raccontano un anno difficile, ma anche l’inizio di una possibile svolta.