New York, 26 febbraio 2026 – Wall Street chiude in rosso, con tutti i principali indici in calo dopo una giornata segnata da dubbi e prese di profitto. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,32%, chiudendo a 49.323,15 punti. Più pesante la battuta d’arresto del Nasdaq, in calo dell’1,94% a 22.707,22 punti. Anche lo S&P 500 ha chiuso in negativo, perdendo l’1,11% e fermandosi a 6.866,78 punti.
Mercato nervoso tra dati macro e attese sui tassi
La giornata è stata segnata da una crescente volatilità fin dall’apertura. Tutti gli occhi erano puntati sui dati macroeconomici pubblicati in mattinata: il Dipartimento del Commercio ha rivisto la crescita del PIL Usa nel quarto trimestre 2025 al 2,1%, un po’ sotto le stime degli analisti, che si aspettavano un +2,3%. Un risultato che, secondo alcuni trader sentiti da Bloomberg, ha smorzato l’entusiasmo degli investitori dopo i recenti record.
A mettere ulteriore pressione ai mercati sono state anche le parole di esponenti della Federal Reserve. Neel Kashkari, presidente della Fed di Minneapolis, ha ribadito che “la banca centrale non ha fretta di abbassare i tassi”, sottolineando come l’inflazione resti ancora sopra il target del 2%. Questo ha rafforzato l’idea che la politica monetaria restrittiva durerà ancora per un po’.
Tecnologici in difficoltà: il Nasdaq guida i ribassi
Il settore tech è stato il più colpito, trascinando il Nasdaq verso il basso. Tra i titoli più battuti spiccano Apple, che ha perso il 2,7%, e Nvidia, in calo del 3,1% dopo che alcuni analisti hanno rivisto al ribasso le previsioni per i semiconduttori. Anche Tesla ha ceduto l’1,9%, penalizzata dalla debolezza nelle consegne dei primi due mesi dell’anno.
Gli operatori spiegano che “il settore tecnologico sta pagando il conto delle valutazioni alte raggiunte negli ultimi mesi”. Un gestore di fondi di New York, che ha preferito restare anonimo, osserva: “Molti stanno prendendo profitto, in attesa di capire cosa farà la Fed nei prossimi mesi”.
Dow Jones e S&P 500: vendite diffuse ma più contenute
Sul Dow Jones le perdite sono state più moderate. Tra i titoli in calo si segnalano Boeing (-1,2%) e Goldman Sachs (-0,8%), mentre hanno resistito meglio le azioni difensive come Coca-Cola (+0,3%) e Johnson & Johnson (+0,1%). Lo S&P 500, più ampio e diversificato, ha risentito soprattutto delle vendite nei settori tecnologico e finanziario.
Un analista di Morgan Stanley ha definito la situazione “una fase di consolidamento naturale dopo i forti rialzi delle settimane scorse”. Tuttavia, tra gli operatori resta molta prudenza: “Molti aspettano segnali più chiari dalla Fed e dai dati sull’inflazione di marzo”, ha aggiunto.
Tutti gli occhi puntati sulla Fed
In vista della prossima riunione della Federal Reserve, in programma il 19 marzo, gli investitori mantengono un atteggiamento cauto. C’è il timore che un eventuale ritardo nei tagli dei tassi possa rallentare la crescita e mettere sotto pressione i titoli più sensibili ai rendimenti obbligazionari.
Nel frattempo, il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,18%, leggermente sopra la chiusura di ieri. Per alcuni strategist di JP Morgan, questo indica che “ci si aspetta una politica monetaria ancora restrittiva almeno fino all’estate”.
Mercati in bilico: serve chiarezza
La chiusura negativa di oggi segue una serie di sedute altalenanti e conferma l’incertezza che pesa sulla Borsa americana. Ora gli investitori guardano ai dati sull’inflazione in arrivo la prossima settimana e alle trimestrali delle grandi banche, previste per metà marzo.
“Il mercato è fragile”, ha ammesso un trader di Wall Street poco prima della chiusura. “Solo quando avremo più chiarezza sulle mosse della Fed potremo capire se questa correzione è solo un passaggio o l’inizio di qualcosa di più lungo”.
