Accordo storico: Roma Capitale si avvia verso una nuova era

Accordo storico: Roma Capitale si avvia verso una nuova era

Accordo storico: Roma Capitale si avvia verso una nuova era

Matteo Rigamonti

Febbraio 27, 2026

Roma, 27 febbraio 2026 – Dopo giorni di trattative serrate tra governo e istituzioni locali, sembra ormai vicino un accordo di massima sul disegno di legge Roma Capitale. La notizia, filtrata da fonti vicine ai negoziati, arriva al termine di una serie di incontri che hanno coinvolto la premier Giorgia Meloni, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Il testo, atteso da tempo, potrebbe essere approvato a breve e rappresentare un passaggio decisivo per la gestione della città.

L’intesa che spunta dopo settimane di confronto

Ieri, il vertice a Palazzo Chigi tra Meloni, Gualtieri e Rocca si era chiuso senza un’intesa chiara. Una “fumata grigia” che però non ha fermato i contatti. Già in serata sono ripartite le telefonate, le riunioni tecniche e gli scambi di bozze, con qualche momento di tensione. Solo nella notte – raccontano fonti del Campidoglio – si è intravisto uno spiraglio. “Siamo davvero vicini”, ha confidato un collaboratore del sindaco poco dopo le 23, mentre i tecnici mettevano a punto gli ultimi dettagli.

Il punto più caldo era quello delle competenze attribuite al Comune e del rapporto economico con lo Stato. Da settimane il Campidoglio chiedeva più poteri e risorse certe, mentre il governo voleva garanzie sull’efficienza. “Non è solo questione di soldi”, ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Economia, “ma di responsabilità e trasparenza”.

Cosa cambia con il disegno di legge Roma Capitale

Il nuovo disegno di legge mira a dare a Roma uno status speciale, diverso da quello degli altri comuni italiani. In pratica, il sindaco e la giunta avranno più autonomia, soprattutto su urbanistica, trasporti e sicurezza. Si parla anche di un fondo dedicato per finanziare servizi e infrastrutture strategiche.

“Roma ha bisogno di strumenti adeguati per affrontare le sfide di una capitale europea”, ha detto Gualtieri in una nota diffusa nel pomeriggio. “Abbiamo lavorato con spirito costruttivo per trovare una soluzione condivisa”. Più prudente Rocca: “Ci sono ancora dettagli da sistemare, ma la strada è quella giusta”.

Le reazioni politiche e cosa succede adesso

L’annuncio dell’accordo ha subito acceso il dibattito. Dal Partito Democratico arrivano segnali di soddisfazione: “Un passo avanti importante per Roma”, ha commentato la deputata dem Marianna Madia. Più cauta l’opposizione di centrodestra in Campidoglio: “Aspettiamo di leggere il testo definitivo”, ha detto Andrea De Priamo (FdI), “ma vigileremo che non si creino disparità con gli altri territori”.

Fonti parlamentari riferiscono che il disegno di legge potrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri già entro la fine della settimana. Da lì partirà l’iter parlamentare, passando per le commissioni e poi l’aula. I tempi sono stretti, almeno nelle intenzioni del governo. “L’obiettivo è chiudere prima dell’estate”, ha detto un esponente della maggioranza.

Una riforma che arriva dopo anni di attesa e tensioni

La riforma di Roma Capitale non è una novità. Da anni si discute della necessità di dare alla città poteri speciali, come accade in altre capitali europee. Ci sono stati tentativi anche in passato – dal decreto del 2010 alle proposte rimaste ferme – ma senza risultati concreti. Stavolta, però, la pressione politica è più forte: Expo 2030 si avvicina, arrivano grandi eventi sportivi e la città reclama risposte rapide.

“Roma non può più aspettare”, ha ribadito Gualtieri davanti ai cronisti in piazza del Campidoglio. Eppure, nei corridoi del Parlamento c’è chi resta scettico: “Vedremo se alle parole seguiranno i fatti”, ha commentato un deputato della Lega.

I prossimi passi e le incognite sul tavolo

Nei giorni a venire sono previste nuove riunioni per mettere a punto gli ultimi dettagli. Il clima resta teso: alcune regioni temono che il nuovo status di Roma possa togliere risorse ad altri territori. Il governo cerca di rassicurare tutti: “Nessuno sarà penalizzato”, ha detto una fonte vicina alla premier Meloni.

Solo quando il testo sarà definitivo si capirà se questa sarà davvero la volta buona per la riforma Roma Capitale. Intanto, in città si respira un mix di attesa e scetticismo, ma anche la consapevolezza che qualcosa si sta muovendo.