Parma, 27 febbraio 2026 – Una svolta a sorpresa nelle indagini sul triplice omicidio delle tre suore saveriane italiane in Burundi è arrivata questa mattina. I carabinieri di Parma hanno arrestato un uomo di 50 anni, Harushimana Guillaume, originario del Burundi ma da tempo residente in città. L’uomo è ritenuto uno degli artefici dell’uccisione di suor Olga Raschietti, suor Lucia Pulici e suor Bernardetta Boggian, le missionarie brutalmente assassinate nel settembre 2014 a Bujumbura, nella missione dove operavano da anni.
Quel tragico giorno che segnò la missione
Era il 7 settembre 2014 quando la comunità saveriana di Bujumbura fu travolta da un orrore senza precedenti. Nel pomeriggio furono ritrovate morte suor Olga Raschietti, 83 anni, e suor Lucia Pulici, 75, nella loro abitazione. I particolari emersi in seguito furono sconvolgenti: le due erano state sgozzate, una colpita più volte al volto con una pietra. Solo poche ore dopo, nella notte tra il 7 e l’8, venne uccisa anche suor Bernardetta Boggian, 79 anni. Aveva appena scoperto i corpi delle colleghe, ma decise di restare nella missione. Una scelta che, secondo gli investigatori, le costò la vita: fu aggredita e decapitata, con la testa adagiata accanto al corpo.
Un arresto che non convinse nessuno
All’epoca, la polizia locale aveva fermato un uomo di 33 anni, Christian Claude. Secondo la versione ufficiale, il movente sarebbe stato una lite per la proprietà del terreno del convento. Ma questa ipotesi non ha mai convinto gli inquirenti italiani. “Un depistaggio”, l’hanno definito fonti vicine alle indagini. Il caso sembrava destinato a rimanere chiuso, fra silenzi e misteri che avvolgevano la missione saveriana.
Il libro che ha riaperto il caso
Nel 2024 qualcosa si è mosso. A riaccendere i riflettori è stato il libro “Nel cuore dei misteri”, scritto dalla giornalista Giusy Baioni. Un’inchiesta approfondita che ha spinto la procura di Parma a riaprire il fascicolo. “Abbiamo affidato nuovi accertamenti ai carabinieri del Nucleo investigativo”, ha spiegato il procuratore capo. Da allora, le indagini hanno preso un’altra strada: sono emersi nuovi elementi, sono stati ascoltati testimoni e ricostruiti i movimenti di alcune persone legate alla missione.
Dietro il delitto: istigazione e organizzazione
Il nome di Harushimana Guillaume è saltato fuori proprio in questa fase. Secondo gli inquirenti, il 50enne avrebbe avuto un ruolo da istigatore e organizzatore logistico. Le suore sarebbero state uccise perché si erano rifiutate di collaborare con le milizie burundesi attive in Congo. Guillaume avrebbe fatto sopralluoghi nella missione, messo a disposizione soldi per gli assassini e recuperato la chiave dell’abitazione delle religiose. Non solo: avrebbe anche fornito camici da chierichetti da far indossare agli esecutori per non destare sospetti tra i fedeli e i residenti.
La comunità saveriana in attesa di risposte
La notizia dell’arresto ha scosso profondamente la comunità saveriana, a Parma e nel mondo. “Speriamo sia finalmente l’inizio della verità”, ha detto una consorella che conosceva bene le vittime. Ora gli inquirenti stanno cercando di ricostruire tutti i passaggi che hanno portato a quel triplice omicidio. L’arresto di Guillaume è un passo importante, ma restano ancora molte domande: chi ha materialmente ucciso le suore? Quali interessi si nascondevano dietro la loro richiesta? E perché solo ora emergono dettagli rimasti nascosti per anni?
Il fascicolo resta aperto. Le autorità burundesi sono state informate e nelle prossime settimane si deciderà se chiedere l’estradizione o proseguire l’indagine in Italia. Nel frattempo, a Parma, tra le mura silenziose della casa madre saveriana, si prega per Olga, Lucia e Bernardetta. E si aspetta giustizia, dopo dodici anni di attesa e dolore.
