Bill Clinton rompe il silenzio: Non sapevo nulla dei crimini di Epstein

Bill Clinton rompe il silenzio: Non sapevo nulla dei crimini di Epstein

Bill Clinton rompe il silenzio: Non sapevo nulla dei crimini di Epstein

Matteo Rigamonti

Febbraio 27, 2026

Washington, 27 febbraio 2026 – «Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di male». Così Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, ha risposto ieri alla Commissione di sorveglianza della Camera americana, chiamata a fare luce sul caso di Jeffrey Epstein, il finanziere morto in carcere nel 2019 e al centro di uno dei più grandi scandali degli ultimi anni. Clinton, uno degli ospiti più attesi di questa tornata di audizioni, ha ribadito con decisione la sua estraneità ai fatti, chiarendo la propria posizione davanti ai deputati.

Clinton: “Non sapevo nulla dei suoi crimini”

La sua dichiarazione, diffusa anche tramite un post sul suo profilo X (ex Twitter) poco dopo l’inizio dell’audizione, è arrivata in un clima carico di tensione. Al centro del dibattito ci sono le frequentazioni che l’ex presidente avrebbe avuto con Epstein tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. «Non avevo idea di quello che faceva», ha detto Clinton riferendosi alle accuse di abusi sessuali e traffico di minori che hanno travolto il finanziere newyorkese. «So quello che ho fatto e, più importante, quello che non ho fatto. So cosa ho visto e, ancora più importante, cosa non ho visto», ha aggiunto, scandendo le parole davanti ai membri della Commissione.

Le domande sulle frequentazioni con Epstein

A chiedere la sua presenza erano stati soprattutto deputati repubblicani, che da mesi vogliono fare luce sui legami tra il quaranta-secondo presidente e Epstein. Dai documenti raccolti in precedenza emerge che Clinton ha viaggiato diverse volte sul jet privato del finanziere, il cosiddetto “Lolita Express”, tra il 2001 e il 2003. L’ex presidente, però, ha sempre negato ogni coinvolgimento in attività illegali o di aver avuto consapevolezza dei reati di Epstein. «Non sono mai stato sull’isola privata di Epstein», aveva già detto il suo portavoce Angel Ureña. Ieri, davanti alla Commissione, Clinton ha ribadito: «Non ho mai visto comportamenti fuori posto».

Il clima a Capitol Hill e le reazioni

L’audizione arriva in un momento delicato per la politica americana. La vicenda Epstein continua a far discutere, alimentando sospetti e richieste di trasparenza anche tra i democratici. Alcuni membri della Commissione hanno chiesto a Clinton se sapesse di altri personaggi pubblici legati alla rete di Epstein. Lui ha risposto senza esitazioni: «Non ho informazioni su altri coinvolti». La sua testimonianza, durata circa due ore secondo fonti parlamentari, è stata seguita da un fitto scambio di domande sul suo rapporto personale e professionale con il finanziere.

La difesa di Clinton: “So cosa non ho fatto”

Nel discorso iniziale – pubblicato per intero anche dai canali della Clinton Foundation – l’ex presidente ha insistito su un punto chiave: la chiarezza sulle proprie azioni e la distanza netta dai fatti contestati. «So quello che ho fatto e, più importante, quello che non ho fatto», ha ripetuto più volte, quasi a voler tracciare una linea ben precisa tra sé e la vicenda Epstein. Un passaggio che molti hanno interpretato come una risposta indiretta alle accuse uscite negli ultimi mesi sui media americani.

Le indagini vanno avanti, ma senza accuse per Clinton

Al momento, fonti della Commissione confermano che non ci sono accuse formali contro Bill Clinton nell’ambito dell’inchiesta su Epstein. Gli investigatori federali continuano a esaminare documenti, testimonianze e registri di volo degli anni in cui il finanziere era attivo tra New York, Palm Beach e le isole caraibiche. Clinton resta al momento un testimone informato, senza elementi che facciano pensare a un suo coinvolgimento diretto.

Un’audizione che riapre vecchie ferite

Ieri a Washington si è riacceso uno dei capitoli più controversi della storia recente americana. Le parole di Clinton – pronunciate con tono deciso ma, secondo chi era in aula, visibilmente provato – hanno segnato una nuova tappa nella lunga vicenda giudiziaria legata a Jeffrey Epstein. Resta da vedere se questa testimonianza aiuterà a fare chiarezza o se lascerà ancora molti punti oscuri. Nel frattempo, la Commissione proseguirà nelle prossime settimane con altre audizioni, aspettandosi tra gli altri ex collaboratori del finanziere e funzionari federali coinvolti nelle prime indagini.