Borgonzoni propone un tax credit al 35% per rilanciare il settore dell’animazione

Borgonzoni propone un tax credit al 35% per rilanciare il settore dell'animazione

Borgonzoni propone un tax credit al 35% per rilanciare il settore dell'animazione

Giada Liguori

Febbraio 27, 2026

Roma, 27 febbraio 2026 – L’animazione italiana riceve una spinta decisiva. La sottosegretaria al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni, ha annunciato oggi a Roma, durante il convegno “Governance e futuro dell’animazione italiana”, un intervento che potrebbe cambiare le carte in tavola per il settore. Il tax credit per l’animazione salirà al 35%, superando così la soglia del 30% prevista per il cinema e l’audiovisivo. L’annuncio è arrivato davanti ai rappresentanti delle principali società di produzione, riuniti per l’assemblea dei soci di Cartoon Italia.

Tax credit al 35%: una svolta per l’animazione italiana

La decisione, spiegata direttamente da Borgonzoni, vuole “dare forza alle produzioni italiane in un mercato globale sempre più competitivo”. Il nuovo credito d’imposta sarà valido per tutte le opere di animazione realizzate in Italia, senza distinzioni tra lungometraggi, serie o corti. “Abbiamo ascoltato chi lavora sul campo – ha detto la sottosegretaria – e capito che l’animazione ha bisogno di regole diverse rispetto al cinema tradizionale”.

Secondo i dati di Cartoon Italia, nel 2025 il settore ha fatturato circa 120 milioni di euro, con oltre 2.000 persone impiegate tra artisti, tecnici e sceneggiatori. Ma la concorrenza straniera è agguerrita: Francia e Spagna, per esempio, offrono già incentivi simili o più alti. “Solo così possiamo evitare che i nostri talenti vadano all’estero”, ha aggiunto Borgonzoni.

Gli operatori esultano: “Era ora!”

Tra il pubblico, la notizia ha scatenato un applauso spontaneo. Maurizio Forestieri, presidente di Cartoon Italia, ha commentato senza mezzi termini: “Finalmente si riconosce l’unicità dell’animazione. Da anni chiediamo un intervento mirato”. Forestieri ha ricordato che produrre animazione richiede tempi lunghi e rischi maggiori rispetto ad altri generi: “Un film animato può richiedere anche tre o quattro anni. Avere un tax credit al 35% ci aiuta a pianificare meglio e a trovare investitori”.

Qualche domanda però resta sulle modalità per accedere al beneficio. Il Ministero ha spiegato che il nuovo tax credit partirà da aprile e sarà valido anche per i progetti avviati nel 2026. Dettagli tecnici sono ancora da definire: “Stiamo lavorando con il Mef per chiarire tutto”, ha assicurato Borgonzoni.

Animazione vs audiovisivo: un divario che fa la differenza

La differenza tra il tax credit per l’animazione (35%) e quello per il resto dell’audiovisivo (30%) è una novità importante nelle politiche culturali italiane. Finora le aliquote erano uguali per tutti i settori. “Abbiamo voluto lanciare un segnale forte – ha spiegato la sottosegretaria – perché sappiamo che l’animazione è un motore anche per l’export e la promozione del made in Italy”.

Uno studio dell’Istituto Luce-Cinecittà mostra che nel 2024 le produzioni animate italiane hanno rappresentato il 10% delle esportazioni audiovisive totali. Titoli come “Pinocchio” di Enzo D’Alò o la serie “MeteoHeroes” sono arrivati in oltre 40 Paesi. “Con questa misura – ha commentato Forestieri – possiamo puntare a raddoppiare la nostra presenza all’estero”.

Formazione e innovazione: le sfide ancora aperte

L’entusiasmo è grande, ma restano questioni da affrontare. Gli operatori chiedono più risorse per formare nuovi talenti e per innovare con la tecnologia. “Il tax credit è un buon inizio – spiega Giulia Caprara, produttrice romana – ma servono anche scuole specializzate e laboratori digitali”. Caprara avverte che c’è il rischio che i fondi vadano solo alle grandi produzioni, lasciando indietro le realtà più piccole.

Il Ministero ha promesso un tavolo permanente con le associazioni di categoria per seguire l’andamento della nuova misura. “Vogliamo che sia uno strumento aperto a tutti”, ha sottolineato Borgonzoni prima di lasciare la sala, tra strette di mano e qualche selfie con i giovani animatori.

Un futuro da costruire, ma con speranza

In attesa dei decreti attuativi, il mondo dell’animazione guarda avanti con un cauto ottimismo. Il tax credit al 35% è una novità concreta, ma – come ricordano molti produttori – “serve continuità e attenzione anche alle piccole realtà”. Per ora, però, la giornata romana si chiude con una certezza: l’animazione italiana torna protagonista nell’agenda culturale del Paese.