Cgil denuncia: lavoratore sottopagato in attesa di 125 mila euro

Cgil denuncia: lavoratore sottopagato in attesa di 125 mila euro

Cgil denuncia: lavoratore sottopagato in attesa di 125 mila euro

Matteo Rigamonti

Febbraio 27, 2026

Roma, 27 febbraio 2026 – Stefano O., un ex dirigente della Cgil, aspetta ancora di ricevere 125 mila euro tra differenze salariali e Tfr, nonostante il tribunale civile di Roma abbia condannato il sindacato a risarcirlo per anni di stipendi non aggiornati. La storia, che va avanti da decenni, torna sotto i riflettori proprio mentre il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, denuncia lo sfruttamento dei rider e chiede contratti nazionali più giusti e tutele per i lavoratori.

Il tribunale ha parlato, la Cgil si prepara all’appello

Secondo fonti giudiziarie, la sentenza di primo grado risale a gennaio 2024. Il giudice ha stabilito che Stefano O., assunto nel 1985 e responsabile dell’ufficio legislativo a Roma, ha svolto per anni compiti di coordinamento e gestione senza mai vedere il suo stipendio adeguarsi alle responsabilità crescenti. Il tribunale ha sottolineato come il regolamento interno della Cgil sia stato ignorato, soprattutto per quanto riguarda le progressioni economiche.

La Cgil ha fatto ricorso e l’udienza d’appello è prevista per maggio. Nel frattempo, il sindacato non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sul caso, limitandosi a dire che “la questione è al vaglio degli avvocati” e che “ogni decisione sarà presa rispettando le sentenze”.

Stefano O., una battaglia lunga quarant’anni

Stefano O., oggi pensionato, ha lavorato per trent’anni nella struttura nazionale della Cgil. Arrivato a Roma nel 1985, si è occupato di affari legali e progetti europei, spesso rappresentando il sindacato in sedi istituzionali e negoziati con Bruxelles. “Ho gestito dossier delicati senza mai vedere un aumento adeguato”, avrebbe raccontato agli amici dopo il pensionamento, avvenuto nel 2015.

Solo alla fine del rapporto di lavoro ha inviato una diffida formale per chiedere gli arretrati dovuti. Il tribunale gli ha dato ragione: la cifra da pagargli supera i 125 mila euro, tra aumenti mancati e Tfr non versato.

Gasparri attacca Landini: “Ipocrisia inaccettabile”

La notizia, rilanciata ieri da Il Giornale, ha subito acceso il dibattito politico. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha definito la vicenda “sconcertante” e ha puntato il dito contro Landini: “È l’ennesima dimostrazione di chi parla di diritti ma poi calpesta un lavoratore”, ha detto ai cronisti in Transatlantico.

Gasparri ha ricordato altri casi controversi legati alla Cgil: “Non è la prima volta che il sindacato finisce in queste situazioni sul lavoro e la formazione. Landini dovrebbe vergognarsi, rispettare la decisione della magistratura e pagare quanto dovuto a questo lavoratore”.

La Cgil, tra battaglie pubbliche e problemi interni

La vicenda arriva proprio mentre la Cgil è impegnata su più fronti per difendere i diritti dei lavoratori. Solo ieri Landini aveva criticato lo sfruttamento dei rider dopo l’inchiesta della procura di Milano, chiedendo “un salario dignitoso e orari regolari” per tutti, attraverso i contratti nazionali firmati dalle principali organizzazioni sindacali.

Ma la storia di Stefano O. rischia di oscurare queste battaglie. Per molti, il caso mette in dubbio la coerenza della Cgil rispetto ai principi che porta avanti in pubblico. Altri fanno notare che le controversie giudiziarie sono quasi inevitabili in grandi organizzazioni con migliaia di dipendenti.

Maggio decisivo: si attende la sentenza d’appello

L’appuntamento chiave è a maggio, quando la Corte d’Appello di Roma deciderà sul ricorso della Cgil. Nel frattempo, Stefano O. aspetta una soluzione definitiva. “Chiedo solo giustizia”, avrebbe detto a chi lo conosce bene.

La vicenda resta aperta e mette in luce non solo i diritti dei lavoratori, ma anche le responsabilità di chi dovrebbe difenderli.