Francia: il Pil del 2025 cresce e raggiunge il +0,9%

Francia: il Pil del 2025 cresce e raggiunge il +0,9%

Francia: il Pil del 2025 cresce e raggiunge il +0,9%

Matteo Rigamonti

Febbraio 27, 2026

Parigi, 27 febbraio 2026 – Il Pil francese nel 2025 crescerà dello 0,9%, ha annunciato stamattina l’Insee, l’istituto nazionale di statistica. Un dato che conferma le previsioni degli ultimi mesi e arriva in un momento di prudente attesa per l’economia francese, che ha chiuso il 2025 con un rallentamento più marcato del previsto. Nell’ultimo trimestre dell’anno passato, il Pil è salito solo dello 0,2%, molto meno rispetto al +0,5% dei tre mesi precedenti. Un segnale che, secondo gli esperti di Parigi, racconta di consumi interni in calo e di una domanda estera meno vivace.

Pil Francia 2025: confermata una crescita modesta allo 0,9%

Dopo settimane di attesa, finalmente è arrivata la conferma sul dato del Pil. “La crescita resta lenta, ma rispecchia quello che avevamo previsto a fine 2024”, ha detto un portavoce dell’Insee durante la conferenza stampa in boulevard Adolphe Pinard. Il rallentamento dell’ultimo trimestre – chiuso con un +0,2% – ha tenuto la crescita annuale sotto l’1%. Le prime analisi indicano che a frenare sono stati soprattutto la produzione industriale in calo e la riduzione degli investimenti privati.

Inflazione: prezzi in aumento dell’1% a febbraio

Sul fronte prezzi, l’indice dei prezzi al consumo mostra una ripresa. A febbraio 2026, secondo l’Insee, l’inflazione dovrebbe toccare l’1% su base annua, dopo il +0,3% di gennaio. Anche il dato mensile segna una accelerazione: i prezzi sono attesi in aumento dello 0,7% rispetto a gennaio, quando avevano registrato un calo dello 0,3%. “Il rialzo è dovuto soprattutto ai rincari di energia e alimentari”, spiega Marie Lefèvre, responsabile delle statistiche sui prezzi. Stamattina, nei supermercati di Parigi, alcuni clienti hanno notato piccoli aumenti sui prodotti freschi e sul carburante.

Rallentamento: consumi e domanda estera sotto la lente

I dati dell’Insee dipingono un’economia che fatica a ripartire. Gli esperti sottolineano come a frenare la crescita siano stati i consumi delle famiglie, tradizionalmente un motore importante del Pil, e una domanda estera più debole del previsto. “La situazione internazionale resta incerta”, ammette un funzionario del Ministero dell’Economia, citando le tensioni commerciali con alcuni partner europei e la volatilità dei mercati energetici. Solo con un quadro più stabile si potrà parlare di una ripresa più solida.

2026: prudenza tra imprese e famiglie

Guardando avanti, il clima tra imprese e famiglie resta prudente. Un sondaggio pubblicato ieri da Les Echos mostra che oltre il 60% degli imprenditori francesi si aspetta investimenti stabili o in leggera diminuzione nella prima metà del 2026. “Non vediamo segnali di una svolta imminente”, racconta Jean-Paul Martin, direttore finanziario di una media azienda manifatturiera di Lione. Anche i consumi restano in stand-by: molte famiglie stanno rimandando acquisti importanti, in attesa di capire come evolveranno prezzi e salari.

Mercati e istituzioni: reazioni misurate

La diffusione dei dati ha avuto un impatto contenuto sui mercati finanziari di Parigi. In mattinata il Cac 40 ha aperto con un leggero rialzo (+0,2%), mentre l’euro è rimasto stabile sul dollaro. Dal governo arrivano parole di cauto ottimismo: “La Francia resta su un percorso di crescita positiva”, ha detto il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, ai microfoni di France Inter poco dopo le 8. “Ma dobbiamo continuare a sostenere investimenti e lavoro”. Gli osservatori internazionali attendono ora i prossimi dati sulla produzione industriale e le esportazioni, previsti per metà marzo.

In breve: un’economia che cerca di ripartire

In sintesi, il quadro tracciato oggi dall’Insee mostra una Francia in crescita, ma senza scatti improvvisi. Lo 0,9% di crescita del Pil nel 2025 conferma una tendenza lenta, mentre l’aumento dell’inflazione a febbraio riporta l’attenzione sul potere d’acquisto delle famiglie. Nei prossimi mesi si attendono segnali più chiari da consumi e investimenti. Per ora, Parigi resta in attesa.