Gas: i future scendono a 31,9 euro al megawattora, cosa significa per il mercato?

Gas: i future scendono a 31,9 euro al megawattora, cosa significa per il mercato?

Gas: i future scendono a 31,9 euro al megawattora, cosa significa per il mercato?

Matteo Rigamonti

Febbraio 27, 2026

Amsterdam, 27 febbraio 2026 – Il prezzo dei future sul gas naturale ha chiuso oggi in leggero calo ad Amsterdam, il principale punto di riferimento europeo per il mercato energetico. Nel dettaglio, le quotazioni del TTF (Title Transfer Facility) sono scese dello 0,59%, fermandosi a 31,96 euro al megawattora alla fine degli scambi. Un dato che, pur in diminuzione, mostra una certa stabilità rispetto alle oscillazioni più forti viste nei mesi scorsi.

Prezzi del gas, un respiro in Europa

Dopo mesi di tensioni e forti sbalzi, il mercato europeo del gas naturale sembra essersi calmato. La discesa di oggi, seppur contenuta, arriva in un momento in cui le temperature più miti in molte zone del continente stanno riducendo la domanda per il riscaldamento. Inoltre, le scorte di gas nei principali depositi europei restano elevate. “Gli stoccaggi sono ben forniti”, ha spiegato un trader della City di Londra, “e questo aiuta a tenere i prezzi sotto controllo”.

Bollette e imprese, qualche sollievo ma resta attenzione

La leggera flessione del TTF si riflette, anche se con qualche ritardo, sulle bollette di famiglie e aziende. In Italia, secondo Arera, il costo medio del gas per i consumatori domestici resta comunque sopra i livelli pre-crisi. Ma la stabilità dei prezzi è comunque un segnale positivo per il mondo produttivo. “Anche una piccola riduzione aiuta a contenere i costi di produzione”, ha detto Marco Granelli, presidente di Confartigianato. Le imprese che consumano molta energia, in particolare nei settori chimico e siderurgico, seguono con attenzione l’andamento dei prezzi, consapevoli che anche piccoli cambiamenti possono pesare sui bilanci.

Prezzi del gas, cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Gli analisti guardano al futuro con prudenza. La domanda europea sembra sotto controllo grazie alle temperature più miti e alle scorte piene, ma restano molte incognite sul fronte geopolitico. La situazione in Ucraina e le tensioni tra Russia e Unione Europea restano fattori di rischio per la stabilità delle forniture. “Non possiamo escludere nuovi aumenti improvvisi dei prezzi in caso di shock”, ha ammesso un esperto intervistato da alanews.it. Solo allora, forse, si potrà parlare di una vera normalizzazione del mercato.

Rinnovabili e politiche UE: la svolta è in corso

Nel frattempo, Bruxelles spinge forte sulla transizione energetica. Il piano REPowerEU, lanciato dalla Commissione europea nel 2023, punta a ridurre la dipendenza dal gas russo e a far crescere la quota di energie rinnovabili nel mix europeo. Secondo Eurostat, nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto circa il 42% del fabbisogno elettrico del continente. Un risultato che aiuta a ridurre la pressione sui prezzi del gas, anche se – come sottolineano gli operatori – serve continuità negli investimenti e una rete infrastrutturale all’altezza.

Mercato del gas, tra volatilità e attesa

Nonostante tutto, il mercato resta guardingo. Gli operatori ricordano che la volatilità è ormai un elemento fisso nel settore energetico europeo. “Siamo abituati a oscillazioni anche improvvise”, ha confidato un broker olandese contattato nel tardo pomeriggio. Ma almeno per oggi, la chiusura in calo del TTF dà un po’ di respiro a consumatori e imprese.

In attesa dei dati di domani mattina alle 9, il mercato tiene d’occhio gli sviluppi meteorologici e le mosse politiche che potrebbero influenzare i prezzi nelle prossime settimane.