Londra, 27 febbraio 2026 – Il governo britannico ha deciso di ritirare temporaneamente il proprio personale diplomatico dall’Iran. La notizia è arrivata ieri sera dal Foreign Office, che ha motivato la scelta con le crescenti tensioni tra Teheran e Washington. Non è stato specificato quanti funzionari lasceranno il paese, ma si parla di una misura “precauzionale”, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri britannico.
Diplomatici britannici lasciano l’Iran, la tensione resta alta
Secondo quanto riferito da Downing Street, nelle ultime ore il personale britannico ha abbandonato il territorio iraniano. L’ambasciata a Teheran continuerà comunque a lavorare “da remoto”. Fonti diplomatiche precisano che non si tratta di una chiusura definitiva, ma di una scelta volta a tutelare la sicurezza del personale, in un contesto che viene definito “instabile”. Il Foreign Office ha spiegato: “Vista la situazione attuale, abbiamo deciso per un ritiro temporaneo del personale del Regno Unito dall’Iran, per precauzione”.
Tensioni tra Teheran e Washington, lo scenario si fa più incerto
La mossa di Londra arriva in un momento di forti tensioni tra Iran e Stati Uniti. I due paesi si scambiano accuse e minacce, aumentando l’incertezza in Medio Oriente. Solo pochi giorni fa, fonti americane avevano espresso “preoccupazione crescente” per la sicurezza delle missioni diplomatiche occidentali a Teheran, dopo una serie di episodi che hanno coinvolto sia stranieri sia cittadini iraniani. In questo clima, il Regno Unito ha scelto di non correre rischi.
Teheran reagisce con freddezza, ma la capitale resta sotto controllo
A Teheran la notizia del ritiro è stata accolta con una certa freddezza. Fonti vicine al ministero degli Esteri iraniano hanno parlato di “una scelta interna” e hanno sottolineato che “la sicurezza delle sedi diplomatiche straniere è garantita dalle autorità locali”. Nel frattempo, però, la presenza delle forze dell’ordine intorno alle ambasciate occidentali è aumentata nelle ultime settimane. Per le strade della capitale la situazione sembra tranquilla, anche se alcuni abitanti raccontano di un’“atmosfera più tesa del solito”, soprattutto vicino ai palazzi istituzionali.
Possibili ripercussioni sulle relazioni e sui servizi consolari
Il ritiro temporaneo del personale britannico potrebbe complicare i rapporti tra Londra e Teheran. Per ora, spiegano dal Foreign Office, i servizi consolari essenziali saranno garantiti “da remoto”. Non si escludono però ritardi o problemi per i cittadini britannici in Iran. “Stiamo seguendo la situazione con attenzione”, ha detto un portavoce dell’ambasciata, invitando i connazionali a registrarsi sul sito del governo per ricevere aggiornamenti in tempo reale.
Precedenti e prudenza: la diplomazia britannica resta vigile
Non è la prima volta che il Regno Unito prende provvedimenti simili nei confronti dell’Iran. Nel 2011, dopo l’assalto all’ambasciata britannica a Teheran da parte di manifestanti, Londra aveva richiamato il proprio personale per mesi. Questa volta, però, non ci sono episodi di violenza diretta contro le sedi diplomatiche, ma la tensione internazionale richiede massima attenzione. “La priorità è la sicurezza del nostro personale”, ha ribadito il Foreign Office.
Cosa succede adesso: attesa e monitoraggio costante
Al momento non ci sono indicazioni su quanto durerà il ritiro né su quando i diplomatici potranno tornare a Teheran. Il governo britannico si dice pronto a rivedere la decisione “in base a come si evolve la situazione sul posto”. Nel frattempo, le altre ambasciate europee restano aperte, pur mantenendo un profilo basso e aumentando le misure di sicurezza. La crisi tra Iran e Stati Uniti resta al centro dell’attenzione delle cancellerie occidentali. E Londra, almeno per ora, sceglie di muoversi con cautela.
