Milano, 27 febbraio 2026 – Il prezzo del gas ha iniziato la giornata in lieve calo, mentre gli operatori restano vigili sulle tensioni geopolitiche e sulla situazione degli stoccaggi europei. Alla Borsa di Amsterdam, punto di riferimento per il mercato continentale, le quotazioni hanno registrato un ribasso dello 0,9%, fermandosi a 31,80 euro al megawattora nelle prime ore di contrattazione. Un segnale che racconta bene le incertezze ancora presenti nel settore energetico.
Gas, il mercato frena: tra tensioni internazionali e scorte solide
Il calo di oggi ad Amsterdam non ha sorpreso gli esperti. “Il mercato resta molto sensibile alle notizie dall’estero”, ha spiegato a caldo Giovanni Riva, responsabile energia di una grande società di trading milanese. Negli ultimi giorni, infatti, le tensioni in Est Europa e Medio Oriente hanno mantenuto alta la volatilità. Eppure, nonostante le preoccupazioni legate ai conflitti e ai possibili problemi nelle forniture, il prezzo del gas sembra trovare un equilibrio grazie agli stoccaggi, che gli operatori giudicano ancora “ampiamente adeguati”.
I dati diffusi ieri da Gas Infrastructure Europe mostrano che le riserve nei principali hub europei sono intorno all’80% della capacità totale. Un livello che mette un po’ di tranquillità in vista delle ultime settimane d’inverno. Resta però chiaro che molto dipenderà dalle temperature e dai futuri sviluppi geopolitici.
Amsterdam, il termometro del gas in Europa
La Borsa di Amsterdam conferma il suo ruolo di barometro per i prezzi del gas in Europa. Il contratto TTF (Title Transfer Facility), che fa da riferimento per le transazioni continentali, ha visto una discesa costante dopo i picchi toccati tra il 2022 e il 2023. Allora si erano superati anche i 300 euro al megawattora nei momenti più critici. Oggi, con il prezzo che si è stabilizzato a 31,80 euro, l’atmosfera è più calma, ma resta la prudenza.
“Non possiamo escludere nuove impennate”, ha ammesso Riva, “ma la situazione è meno tesa rispetto a un anno fa”. Gli operatori continuano a tenere d’occhio le mosse dei grandi esportatori, dalla Russia al Qatar, e le scelte dell’Unione Europea su approvvigionamento e diversificazione.
Cosa cambia per famiglie e imprese
Il calo delle quotazioni ad Amsterdam si farà sentire, con qualche settimana di ritardo, anche sulle bollette di famiglie e aziende italiane. Secondo Nomisma Energia, se i prezzi restano stabili su questi livelli, i consumatori potrebbero vedere una riduzione dei costi nel prossimo trimestre. Ma come ha ricordato ieri il presidente dell’Autorità per l’energia, Stefano Besseghini, “la volatilità è ancora alta, quindi non si escludono nuovi aumenti”.
Le imprese che consumano molta energia – soprattutto nei settori chimico, ceramico e siderurgico – seguono il mercato con attenzione. “Ogni cambiamento si riflette subito sui nostri conti”, ha confessato un dirigente di una grande azienda emiliana. In questo contesto, gestire bene le scorte e riuscire a chiudere contratti a lungo termine diventano passi fondamentali per mantenere la stabilità.
Cosa ci aspetta nei prossimi mesi
Guardando avanti, gli operatori si chiedono come si muoverà il mercato del gas in primavera e in estate. Molto dipenderà dalla domanda asiatica, con la Cina che resta un attore chiave, e dalla capacità europea di tenere alti i livelli di stoccaggio in vista del prossimo inverno. “Siamo in una fase di passaggio”, ha commentato Riva, “e ogni notizia può cambiare gli equilibri”.
Nel frattempo, il prezzo del gas ad Amsterdam resta sotto la lente. Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse dei governi europei e sugli sviluppi internazionali. Per ora, una sola parola sembra guidare il mercato: cautela.
