Industria in ripresa: fatturato previsto in crescita dello 0,6% nel 2025

Industria in ripresa: fatturato previsto in crescita dello 0,6% nel 2025

Industria in ripresa: fatturato previsto in crescita dello 0,6% nel 2025

Giada Liguori

Febbraio 27, 2026

Milano, 27 febbraio 2026 – L’industria italiana chiude il 2025 con un timido segnale di ripresa, dopo il passo indietro dell’anno prima. I dati diffusi oggi dall’Istat mostrano un aumento dello 0,6% nel fatturato rispetto al 2024, quando invece si era registrato un calo netto del -4,3%. Anche i servizi confermano il trend positivo, con una crescita dell’1,9% su base annua. Un risultato che, secondo gli analisti, indica una fase di cauta stabilità per il tessuto produttivo del Paese.

Industria: un piccolo passo avanti dopo la frenata

Il lieve aumento del fatturato industriale segna un’inversione di tendenza rispetto alla battuta d’arresto del 2024. “È un segnale di resilienza”, ha spiegato un funzionario Istat contattato questa mattina. A spingere il recupero sono stati soprattutto i settori dei beni strumentali e dei beni di consumo, che hanno mostrato incrementi più marcati rispetto ad altri comparti. Le imprese del Nord, in particolare tra Lombardia ed Emilia-Romagna, hanno fatto registrare risultati leggermente migliori rispetto alla media nazionale.

Servizi: spinta dall’informazione e comunicazione

Nel mondo dei servizi, l’1,9% di crescita è trainato soprattutto da informazione e comunicazione. Secondo l’Istat, questi settori hanno mostrato una “maggiore vivacità” rispetto ad altri ambiti. Un operatore dei media, intervistato da alanews.it, ha sottolineato come “la domanda di contenuti digitali e servizi online sia rimasta alta per tutto il 2025”. Anche le società di consulenza e le agenzie pubblicitarie hanno tratto vantaggio da questa tendenza.

Volumi in crescita, ma con prudenza

Guardando ai volumi di produzione, il quadro resta cauto ma con segnali positivi: sia l’industria sia i servizi hanno messo a segno una crescita media dello 0,8% nell’anno. “Non sono numeri da boom – ha ammesso un economista della Cattolica di Milano – ma mostrano che il sistema produttivo sta lentamente assorbendo gli shock degli ultimi anni”. Il riferimento è alle difficoltà legate all’inflazione e alle incertezze geopolitiche che hanno caratterizzato il biennio scorso.

Le imprese e gli analisti: soddisfazione con riserva

Le associazioni di categoria accolgono i dati con una certa soddisfazione, ma senza euforia. “Il recupero è timido, ma è un segnale incoraggiante”, ha detto Marco Bonetti, presidente di Confindustria Lombardia, durante un incontro a Palazzo Pirelli. “Serve però continuità nelle politiche a sostegno degli investimenti”, ha aggiunto. Gli analisti restano prudenti: “La crescita è ancora fragile e variegata tra territori e settori”, si legge in una nota del Centro Studi Prometeia diffusa nel pomeriggio.

2026: attesa e prudenza

Le previsioni per il 2026 sono ancora all’insegna della cautela. Dalle prime stime raccolte da alanews.it tra gli operatori, la ripresa potrebbe rafforzarsi solo se si stabilizzeranno i costi dell’energia e crescerà la domanda interna. “Il vero nodo è la produttività”, confida un imprenditore metalmeccanico bresciano. “Senza investire in innovazione rischiamo di restare indietro”.

Un quadro ancora da definire

In sintesi, anche se la parola d’ordine resta prudenza, il 2025 ha segnato per l’industria italiana e i servizi una fase di passaggio verso una possibile ripresa più stabile. I dati Istat raccontano di un sistema che cerca di lasciarsi alle spalle le difficoltà recenti, ma che deve ancora fare i conti con molte incognite. Solo nei prossimi mesi si capirà se questa tendenza si consoliderà o se serviranno nuove misure per sostenere la crescita.