La regista tunisina di ‘La Voce di Hind Rajab’ riceve un prestigioso premio al Biografilm

La regista tunisina di 'La Voce di Hind Rajab' riceve un prestigioso premio al Biografilm

La regista tunisina di 'La Voce di Hind Rajab' riceve un prestigioso premio al Biografilm

Giada Liguori

Febbraio 27, 2026

Bologna, 27 febbraio 2026 – Kaouther Ben Hania, regista tunisina tra le voci più importanti del cinema di oggi, sarà premiata con l’International Celebration of Lives Award 2026 durante il Biografilm Festival, che si terrà a Bologna dal 5 al 15 giugno. Un riconoscimento che ogni anno va a chi ha lasciato un segno profondo nel mondo del documentario e del racconto del reale. Per Ben Hania, questo premio segna anche un ritorno nella città che l’ha accolta con entusiasmo nel 2024, quando presentò in anteprima italiana ‘Quattro figlie’.

Un premio che parla al presente

La scelta di premiare Ben Hania arriva in un momento decisivo della sua carriera. Dopo il successo di pubblico e critica con la storia intima di ‘Quattro figlie’, la regista ha guadagnato ancora più fama grazie a ‘La voce di Hind Rajab’, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e insignito del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria. Il film, che racconta i tragici eventi vissuti dalla piccola Hind Rajab a Gaza, ha smosso le coscienze e acceso un acceso dibattito sulla responsabilità collettiva davanti alle tragedie di oggi.

“Il cinema di Kaouther Ben Hania è una forma di resistenza e impegno”, hanno detto i direttori artistici del Biografilm, Chiara Liberti e Massimo Benvegnù. “Premiamo una regista che affronta il presente con un coraggio che unisce estetica ed etica”. Parole che spiegano come questo premio non sia solo un tributo a una carriera, ma un invito a guardare la realtà senza nascondersi.

Dal festival di Venezia agli Oscar

‘La voce di Hind Rajab’ non si è fermato a Venezia. Il film, realizzato partendo dalle registrazioni originali delle chiamate di soccorso alla Mezzaluna Rossa, è arrivato in finale ai Bafta e ora punta agli Oscar 2026 come miglior film straniero. Un percorso che dimostra la forza universale della storia scelta da Ben Hania. “Volevo dare dignità e voce a una storia che rischiava di essere dimenticata”, ha raccontato la regista in una recente intervista. La pellicola trasforma un fatto di cronaca in un grido universale, dove la memoria diventa responsabilità di tutti.

A Bologna, l’attesa per il suo arrivo è già grande. Nei corridoi della Cineteca, tra volontari e addetti ai lavori, si respira curiosità e rispetto. “Il suo sguardo ci obbliga a non girare la testa dall’altra parte”, ha detto una delle selezionatrici del festival, mentre sistemava le locandine nell’atrio di via Riva Reno.

Un ritorno carico di significato

Non è la prima volta che Kaouther Ben Hania incontra il Biografilm. Nel 2024, il festival aveva ospitato l’anteprima italiana di ‘Quattro figlie’, un film pluripremiato che aveva già fatto parlare di sé nei maggiori festival internazionali. Da allora, il legame tra la regista e la città si è rafforzato. “Bologna mi ha accolto con calore e attenzione”, aveva raccontato Ben Hania dopo la proiezione, ricordando le domande del pubblico e i lunghi applausi.

Il premio di quest’anno è un riconoscimento alla sua capacità di superare i confini tra documentario e finzione, portando sullo schermo storie che mettono in discussione chi le guarda. Un cinema che non dà risposte facili, ma spinge a farsi domande scomode.

Uno sguardo al futuro

Il Biografilm Festival si conferma uno degli eventi più importanti per chi ama il cinema che racconta il reale. L’edizione 2026 promette una selezione attenta alle nuove tendenze internazionali, ma anche uno spazio dedicato a chi sa raccontare il presente con schiettezza e profondità. L’omaggio a Kaouther Ben Hania – con proiezioni, incontri e masterclass – sarà uno dei momenti più attesi.

“Abbiamo bisogno di storie che ci aiutino a capire il mondo”, ha detto ancora Massimo Benvegnù, lasciando chiaro che il festival continuerà a puntare su autori capaci di scuotere le coscienze. Eppure, in questi giorni di preparativi, tutta l’attenzione resta sulla voce venuta dalla Tunisia, capace di trasformare la cronaca in memoria condivisa.