Roma, 27 febbraio 2026 – L’Unione Europea deve dare una scossa al proprio mercato interno e risolvere subito il problema dei costi dell’energia. È questo il messaggio chiaro che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha lanciato oggi da Palazzo Chigi durante la conferenza stampa congiunta con il presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, che guida in questo momento l’UE. “Non possiamo più aspettare”, ha detto Meloni, sottolineando che la questione energetica è una priorità assoluta.
Energia e competitività, la sfida di Meloni
Nel salone delle feste di Palazzo Chigi, poco dopo le 11, la premier ha rimarcato che per l’Europa la competitività passa dalla capacità di snellire la burocrazia e di rafforzare il mercato interno. Ma è sull’energia che ha puntato il dito con forza: “Il governo italiano ha varato un decreto che ritengo ambizioso e coraggioso”, ha spiegato riferendosi alle nuove misure per contenere i prezzi e dare una mano a famiglie e imprese.
Il decreto, approvato la scorsa settimana in Consiglio dei ministri, prevede incentivi per le fonti rinnovabili e un sostegno alle aziende che consumano molta energia. Ma Meloni ha riconosciuto che alcune norme “devono trovare un confronto a livello europeo”. In particolare, ha citato gli Ets – i permessi per le emissioni di CO2 – che secondo Roma vanno rivisti insieme a tutti i Paesi dell’Unione.
Un’Europa unita o divisa?
Il dialogo con Christodoulides, durato circa un’ora secondo fonti di Palazzo Chigi, si è concentrato proprio sull’urgenza di un piano comune. “Stiamo lavorando sia a livello nazionale sia europeo”, ha ribadito Meloni. Dal canto suo, il presidente cipriota ha apprezzato l’impegno italiano e ha assicurato che la presidenza di turno punta a “trovare soluzioni pratiche” sul fronte energia e mercato unico.
Tra le questioni sul tavolo, secondo fonti diplomatiche, ci sono anche la sicurezza energetica nel Mediterraneo orientale e i progetti infrastrutturali per diversificare le fonti di approvvigionamento. “L’Italia è un partner fondamentale”, avrebbe detto Christodoulides durante il colloquio a porte chiuse.
Il nodo caldo: i costi dell’energia e gli Ets
Al centro della discussione restano gli Ets, il sistema europeo che regola le emissioni industriali e che negli ultimi mesi ha visto oscillazioni pesanti nei prezzi. Il governo italiano – come anticipato dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin – vuole una revisione delle regole per evitare che settori chiave come acciaio, cemento e chimica paghino un prezzo troppo alto.
“Serve un equilibrio che non schiacci la nostra industria”, ha spiegato una fonte vicina al dossier. La questione sarà protagonista del prossimo Consiglio europeo, in programma a Bruxelles a metà marzo.
Burocrazia e mercato interno: le altre sfide di Roma
Oltre all’energia, Meloni ha puntato i riflettori sulla necessità di semplificare la burocrazia che pesa sulle imprese europee. Un tema che, secondo la premier, è imprescindibile per far ripartire la crescita e attirare investimenti.
“Se l’Europa vuole davvero pesare sullo scenario globale, deve diventare più veloce e meno frammentata”, ha confidato un consigliere economico presente all’incontro. La linea italiana trova appoggio anche in altri Paesi, soprattutto quelli del Mediterraneo.
Verso il Consiglio europeo: attese e incognite
L’incontro di oggi a Roma si inserisce in un giro di consultazioni tra le capitali europee in vista del prossimo vertice dei leader UE. Sul tavolo restano molte questioni aperte: dalla riforma del Patto di stabilità agli aiuti di Stato, fino al futuro delle politiche industriali comuni.
Meloni, secondo fonti governative, vuole arrivare a Bruxelles con una posizione “chiara ma ferma” su energia e mercato interno. “Non possiamo permetterci ritardi”, ha ribadito davanti ai giornalisti. Tuttavia, nei corridoi di Palazzo Chigi si respira prudenza: il negoziato europeo si annuncia difficile, con diversi Stati ancora divisi sulle priorità.
In attesa del prossimo round a Bruxelles, l’Italia si prepara a giocare le sue carte. Con un occhio ai costi dell’energia e l’altro alle regole del mercato unico.
