New York, 27 febbraio 2026 – Il mercato immobiliare americano è pronto a cambiare passo. Per la prima volta dal settembre 2022, questa settimana i tassi sui mutui a 30 anni sono scesi sotto il 6%. I dati di Freddie Mac, il gigante finanziario fondato nel 1970 e appoggiato dal governo, mostrano un tasso medio al 5,98%. Un calo rispetto alla settimana precedente che ha acceso nuove speranze per la stagione delle compravendite in arrivo.
Tassi in discesa, mercato più vivace
Il dato arriva in un momento in cui l’economia americana mostra segnali di ripresa, e gli addetti ai lavori sono attenti. “Non vedevamo un tasso così basso da più di tre anni”, ha spiegato Sam Khater, capo economista di Freddie Mac. Per lui, questa discesa può essere “un’occasione per chi finora era rimasto fuori dal mercato”. Quel muro del 6%, che sembrava invalicabile da mesi, ha frenato tante famiglie, soprattutto giovani coppie e chi compra casa per la prima volta.
Più richieste di mutui e famiglie in movimento
Già si vedono i primi effetti: secondo la Mortgage Bankers Association, nelle ultime due settimane le domande per nuovi mutui sono salite del 7%. Un segnale chiaro che il calo dei tassi sta facendo muovere il mercato. “Abbiamo notato più visite nelle case in vendita”, racconta Linda Martinez, agente immobiliare a Dallas. “Il clima è più vivace rispetto all’autunno scorso”. E non solo: anche chi aveva rinunciato a vendere, ora si fa più pensieroso, attratto dalle condizioni più favorevoli.
Freddie Mac: il pilastro della liquidità
Freddie Mac, insieme a Fannie Mae, è una colonna portante del mercato immobiliare Usa. Compra mutui dalle banche e li trasforma in titoli da rivendere, garantendo così un flusso costante di credito. “Il nostro obiettivo è tenere vivo il sogno della casa per tutti”, ha ricordato Khater. Per gli esperti, il calo dei tassi potrebbe portare a una maggiore stabilità dei prezzi, dopo mesi di alti e bassi.
Perché i tassi sono scesi
Dietro questa discesa ci sono più fattori. La Federal Reserve ha lasciato fermi i tassi di interesse nelle ultime due riunioni, dando segnali di pausa dopo i rialzi degli anni scorsi. Inoltre, l’inflazione che rallenta ha tranquillizzato i mercati dei titoli di Stato. “Il costo del denaro resta alto rispetto a prima della pandemia”, ha detto Janet Yellen, segretaria al Tesoro, “ma vediamo spazio per un alleggerimento graduale”.
Primavera: stagione di speranze ma anche di sfide
La primavera è da sempre il momento più caldo per il mercato immobiliare americano. Quest’anno, però, si arriva con aspettative più caute. Gli operatori si preparano a più compravendite, ma restano problemi aperti: in molte città le case disponibili sono poche e i prezzi, anche se crescono meno, restano alti. “Non sarà un boom improvviso”, avverte Khater, “ma una ripresa lenta e stabile”.
Tra ottimismo e prudenza
Non tutti però sono convinti. Alcuni economisti mettono le mani avanti: “Il calo dei tassi è un segnale positivo, ma da solo non basta a risolvere i problemi più grandi del settore”, dice Mark Zandi di Moody’s Analytics. Tra questi, la mancanza di nuove costruzioni e i costi che restano alti. Intanto, però, tra le famiglie si respira un’aria di speranza. “Aspettavamo questo momento”, confida una giovane coppia davanti a una villetta in vendita a Charlotte, North Carolina.
Nei prossimi giorni capiremo se scendere sotto il 6% sarà davvero una svolta per il mercato immobiliare Usa o solo una pausa in un periodo ancora pieno di incognite. Per ora, però, la notizia ha già acceso l’interesse e per molti riacceso la speranza di trovare finalmente una casa.
