Roma, 27 febbraio 2026 – Questa mattina, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla riforma del sistema sanzionatorio del Testo Unico della Finanza. La proposta, firmata dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, segna un passo importante per rinnovare le regole che governano i mercati dei capitali. Il decreto legislativo, approvato in via preliminare, punta a riorganizzare le norme sulle sanzioni amministrative nei mercati finanziari italiani.
Più efficienza e garanzie nel sistema sanzionatorio
Nel comunicato ufficiale di Palazzo Chigi si sottolinea che il provvedimento vuole rendere il sistema sanzionatorio più efficiente e più efficace. L’obiettivo è chiaro: da una parte, selezionare le condotte illecite in base alla loro reale gravità; dall’altra, aumentare le garanzie per chi riceve le sanzioni. Non è un compito semplice, ma il governo punta a trovare un equilibrio tra tutela degli operatori e semplificazione per le autorità di controllo.
Il ministro Giorgetti, uscendo dalla sala stampa poco dopo le 11.30, ha detto che si tratta di “un passo necessario per rendere il nostro mercato più trasparente e competitivo”. Non una rivoluzione, ma un riordino che tiene conto di chiarezza e proporzionalità nelle sanzioni.
Meno contenziosi, più certezza
Un punto chiave della riforma è la volontà di ridurre il contenzioso. In pratica, si vuole evitare il proliferare di ricorsi e dispute che spesso rallentano il lavoro di enti come Consob e Banca d’Italia e creano incertezza tra gli operatori. “Questo intervento punta a garantire maggiore certezza del diritto”, ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Economia presente all’incontro.
Il nuovo sistema introduce una classificazione più chiara delle violazioni e adegua le sanzioni alla gravità dei fatti. Solo così, dicono gli esperti del Tesoro, si potranno evitare multe eccessive o procedimenti troppo lunghi. Non solo: il decreto prevede anche incentivi per chi collabora con le autorità, con sanzioni ridotte in caso di ravvedimento operoso.
Cosa dicono gli operatori e l’impatto sul mercato
L’approvazione arriva in un momento delicato per i mercati finanziari italiani, che devono fare i conti con nuove regole europee e la sfida di attrarre investimenti. Tra gli operatori di Piazza Affari, la riforma è accolta con un cauto ottimismo. “Serviva aggiornare un sistema che rischiava di diventare troppo rigido”, dice un gestore milanese, che preferisce restare anonimo. “Ora aspettiamo di vedere come saranno messe in pratica queste nuove norme”.
Anche le associazioni di categoria attendono di leggere il testo definitivo prima di esprimersi. Alcuni esperti, però, sottolineano che una maggiore chiarezza sulle sanzioni potrebbe aiutare il mercato italiano a essere più competitivo rispetto ad altre piazze europee.
Il percorso della riforma: cosa succede adesso
Il decreto legislativo non si ferma qui. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, il testo passerà alle commissioni parlamentari per un parere obbligatorio, ma non vincolante. Solo dopo questo passaggio tornerà al governo per l’approvazione finale.
Fonti vicine al dossier dicono che l’obiettivo è chiudere tutto entro la primavera. “C’è la volontà politica di andare avanti in fretta”, confida un deputato della maggioranza. Però non si escludono aggiustamenti tecnici, in base alle osservazioni che arriveranno dal Parlamento o dagli enti di settore.
Nel frattempo, resta centrale la sfida di costruire un sistema sanzionatorio più moderno e bilanciato. Una questione che, dietro le norme, tocca da vicino la fiducia degli investitori e la reputazione del mercato italiano.
