Sanremo, 27 febbraio 2026 – Mentre il Festival di Sanremo illumina il palco dell’Ariston, a pochi passi da lì, la Costa Toscana ha ospitato un incontro che guarda ben oltre la musica: “Liguria un mare di futuro”. L’evento, promosso da Regione Liguria insieme a Costa Crociere, si è svolto a bordo della nave ormeggiata nel porto della città, riunendo istituzioni e imprese per parlare del ruolo chiave della blue economy e del sistema marittimo ligure.
Liguria e Blue Economy: numeri che contano
La scelta di Sanremo non è un caso. In questi giorni la città è sotto i riflettori nazionali, ma la Liguria vuole far sentire la sua voce anche dal punto di vista marittimo. “Nel Mediterraneo, prima macroregione Ue per short sea shipping, l’Italia guida il traffico a corto raggio e può diventare la piattaforma logistica naturale d’Europa”, ha detto con chiarezza Mario Zanetti, amministratore delegato di Costa Crociere e delegato del presidente di Confindustria per l’Economia del Mare. Per Zanetti la Liguria è uno dei principali nodi portuali e logistici del Paese, ma la posizione geografica da sola non basta: “Servono infrastrutture moderne, una burocrazia snella, regole chiare e un mercato unico che funzioni davvero”.
I numeri presentati durante l’incontro parlano chiaro. Nel 2025, l’economia del mare in Italia ha toccato quota 216,7 miliardi di euro, pari all’11,3% del PIL nazionale. Un settore che coinvolge più di 230 mila imprese e dà lavoro a oltre un milione di persone. “Non è un comparto a sé – ha sottolineato Zanetti – ma una vera piattaforma industriale del Paese”.
I protagonisti: identità e crescita per la Liguria
Alla tavola rotonda erano presenti la vicepresidente della Regione Liguria, Simona Ferro, e il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, che ha partecipato con un videomessaggio da Singapore. “La Blue Economy è per la Liguria sviluppo, identità e futuro”, ha detto Marco Scajola, assessore regionale all’Urbanistica. Ha ricordato che la Liguria è l’unica regione italiana ad aver varato un vademecum specifico sulle concessioni demaniali: “Abbiamo introdotto criteri che premiano la sostenibilità ambientale, la qualità dell’accoglienza e l’eliminazione delle barriere architettoniche”.
Il sistema ligure conta quasi 1.300 concessioni legate al turismo costiero, con un impatto diretto sull’occupazione stagionale: nei mesi di punta si raggiungono fino a 20 mila posti di lavoro, mentre lungo la costa ci sono circa 20 mila posti barca. Numeri che raccontano una realtà in movimento, dove la tradizione marittima si mescola alle sfide della modernità.
Un motore industriale per il futuro
Il messaggio emerso dall’incontro è netto: la blue economy non è più solo una voce nei bilanci regionali, ma una leva strategica per far crescere il Paese. “Confindustria – unica realtà che rappresenta tutta la filiera della Blue Economy – ha deciso di fare un salto di qualità per costruire una politica industriale del mare”, ha ribadito Zanetti. L’obiettivo è rafforzare il ruolo dell’Italia come hub logistico nel Mediterraneo, sfruttando al meglio la posizione geografica e la rete portuale.
Ma restano ancora sfide da affrontare. La modernizzazione delle infrastrutture, la semplificazione delle procedure e una maggiore collaborazione tra i vari attori del settore sono temi ancora aperti. Solo così – hanno concordato i relatori – sarà possibile trasformare un vantaggio naturale in una crescita stabile e in posti di lavoro qualificati.
Sanremo, tra musica e mare
Mentre sul palco dell’Ariston si susseguono artisti e applausi, a bordo della Costa Toscana si parla di futuro. Un futuro che per la Liguria passa dal mare: dalla logistica ai servizi turistici, dalla sostenibilità alla formazione. “Investire nella blue economy significa investire nella nostra identità”, ha concluso Scajola davanti a una platea fatta di operatori del settore, amministratori locali e studenti.
Tra i corridoi della nave si respira la voglia di una regione pronta a tracciare nuove rotte. Con i piedi ben saldi sulla banchina e lo sguardo fisso sull’orizzonte.
