Milano, 27 febbraio 2026 – Questa mattina lo spread tra Btp e Bund si è mantenuto stabile a 61,3 punti base, confermando un clima di prudenza sui mercati obbligazionari europei. Il rendimento del Btp decennale italiano si è fermato al 3,29%, mentre quello del tedesco Bund resta inchiodato al 2,68%. Niente sorprese nelle prime ore di contrattazione.
Spread Btp-Bund: la calma prima della tempesta?
Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, il cosiddetto spread, è da sempre un termometro della fiducia degli investitori sull’Italia. Stamattina, poco dopo le 9, i dati sulle principali piattaforme finanziarie – Bloomberg, Reuters, Teleborsa – mostravano valori praticamente invariati rispetto alla chiusura di ieri. Per alcuni analisti sentiti da alanews.it, è una fase d’attesa in vista delle mosse della Banca Centrale Europea. Così ha commentato Giovanni Rizzo, strategist di una banca d’affari milanese.
Rendimenti sotto la lente
Il rendimento del Btp decennale al 3,29% resta su livelli considerati “gestibili” dagli operatori, specie se paragonati ai momenti di tensione tra il 2022 e il 2023, quando lo spread aveva superato quota 200 punti base. “La situazione oggi è diversa”, confida un trader di Piazza Affari, che preferisce rimanere anonimo. “La domanda per i titoli italiani è solida, anche grazie alle ultime aste con buona partecipazione sia domestica sia estera”.
Sul fronte tedesco, il Bund decennale conferma il rendimento al 2,68%, un dato che riflette la stretta monetaria della BCE negli ultimi mesi. “Il mercato aspetta indicazioni chiare sulla direzione dei tassi”, aggiunge Rizzo, sottolineando come ogni parola della presidente Lagarde venga ormai pesata con attenzione.
Mercati in attesa, l’economia sotto osservazione
Nelle sale operative di Milano e Francoforte si respira prudenza. “Non ci sono tensioni particolari in questo momento, ma il quadro resta fragile”, spiega un gestore di fondi obbligazionari. I dati macroeconomici recenti, dalla crescita del PIL in Eurozona all’inflazione ancora sopra il target della BCE, mantengono alta l’attenzione. Secondo l’Istat, pubblicato ieri, l’economia italiana dovrebbe crescere dello 0,7% nel 2026, con un’inflazione intorno al 2,4%.
Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?
Gli esperti restano cauti sulle prospettive dello spread Btp-Bund. “Molto dipenderà dalle decisioni della BCE sui tassi e dalla capacità del governo italiano di tenere sotto controllo i conti pubblici”, osserva Luca Bianchi, economista del Centro Studi Prometeia. Il prossimo appuntamento decisivo sarà la riunione della BCE a metà marzo, quando si avranno indicazioni più chiare sul futuro dei mercati.
Nel frattempo, il Tesoro italiano continua con le emissioni di nuovi titoli. La prossima asta di Btp è fissata per il 5 marzo. Gli operatori guardano con attenzione per capire come si muoverà la domanda e se i rendimenti resteranno stabili. “Finché lo spread resta sotto i 100 punti base – conclude Bianchi – si può parlare di situazione sotto controllo”.
Cosa significa per risparmiatori e investitori
Per i piccoli risparmiatori italiani, la stabilità dello spread è un segnale di tranquillità. I rendimenti dei titoli di Stato restano più interessanti dei depositi bancari, anche se la volatilità non è mai del tutto esclusa. “Chi compra Btp oggi punta soprattutto sulla solidità dell’emittente e sulla protezione dall’inflazione”, spiega un consulente finanziario di Unicredit in corso Buenos Aires.
In sintesi, la giornata si apre senza scossoni per i mercati obbligazionari italiani. Lo spread tra Btp e Bund rimane fermo a 61,3 punti base: un’immagine di calma apparente, in attesa dei prossimi sviluppi sul fronte europeo.
