Washington, 27 febbraio 2026 – Donald Trump ha confermato che oggi si terranno nuovi colloqui con l’Iran, rispondendo alle domande dei giornalisti durante un incontro alla Casa Bianca. L’ex presidente, tornato prepotentemente sulla scena internazionale, ha definito la ripresa del dialogo con Teheran “un passo necessario” in un momento di crescente tensione nel Golfo Persico.
Trump lancia la sfida: nuovi colloqui con l’Iran oggi
La notizia è arrivata poco dopo le 10 del mattino, direttamente dalla sala stampa della Casa Bianca. Trump, circondato dai suoi più stretti consiglieri, ha risposto senza giri di parole a una domanda sulla situazione in Medio Oriente. “Avremo nuovi colloqui con l’Iran oggi”, ha detto. Non ha aggiunto altro, né sui dettagli né sui partecipanti. Una frase secca che ha subito catalizzato l’attenzione dei presenti e degli osservatori internazionali.
Il Golfo Persico sempre più teso
Negli ultimi mesi, il clima tra Stati Uniti e Iran si è fatto decisamente più caldo. Gli attacchi alle infrastrutture petrolifere nel sud dell’Iraq, attribuiti da Washington a milizie filo-iraniane, hanno fatto salire il livello di allerta nella regione. Solo una settimana fa, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva parlato apertamente di “rischio escalation”, invitando Teheran a mantenere “moderazione e responsabilità”. L’annuncio di oggi arriva in un momento di alta tensione: “Siamo pronti a discutere, ma senza precondizioni”, aveva detto ieri sera un funzionario del Dipartimento di Stato.
Le reazioni dall’Europa e da Teheran
Le reazioni ai nuovi colloqui sono state prudenti in Europa. A Bruxelles, una fonte della Commissione UE ha commentato: “Ogni apertura al dialogo è positiva, ma serve concretezza”. Anche a Parigi e Berlino si segue con attenzione. “Il confronto diretto resta l’unica strada per evitare incidenti”, ha spiegato un diplomatico francese. In Iran, invece, la televisione di Stato ha rilanciato le parole di Trump senza aggiungere commenti ufficiali da parte di Teheran.
Gli obiettivi e le questioni aperte
Fonti vicine alla Casa Bianca dicono che i colloqui punteranno su tre temi chiave: il programma nucleare iraniano, la sicurezza delle rotte marittime nel Golfo e la questione delle sanzioni economiche. “Non ci aspettiamo miracoli”, ha confidato un consigliere di Trump, “ma è importante tenere aperti i canali”. Il punto più complicato restano le sanzioni: l’Iran chiede di allentare le restrizioni imposte da Washington dopo il ritiro dall’accordo sul nucleare del 2018. Dall’altra parte, gli Stati Uniti vogliono garanzie sul rispetto dei limiti all’arricchimento dell’uranio.
Chi sarà al tavolo? Il ruolo dei mediatori
Non è ancora chiaro se ai colloqui parteciperanno anche rappresentanti di altri Paesi. Negli ultimi giorni si è parlato di una possibile mediazione del Qatar o dell’Oman, storici intermediari tra Washington e Teheran. “Siamo pronti a dare il nostro contributo”, ha detto ieri il ministro degli Esteri omanita, Yusuf bin Alawi. Al momento però non c’è alcuna conferma ufficiale.
Aspettando i prossimi sviluppi
Nelle prossime ore la Casa Bianca potrebbe fornire ulteriori dettagli. I giornalisti sono stati invitati a restare in ascolto per eventuali aggiornamenti. Intanto, a Washington si respira un clima di prudente ottimismo. “Ogni passo verso il dialogo è meglio del silenzio”, ha commentato un esperto dell’Atlantic Council. Sarà nelle settimane a venire che si capirà se questi colloqui potranno davvero cambiare qualcosa nei rapporti tra Stati Uniti e Iran, o se resteranno solo un episodio in una lunga storia fatta di tensioni e diffidenze.
