Washington, 27 febbraio 2026 – Donald Trump non ha ancora deciso quale strada prendere riguardo all’Iran, anche se ha ammesso di essere insoddisfatto delle trattative in corso con Teheran. Le sue parole, pronunciate ieri sera nello Studio Ovale davanti a pochi giornalisti, sono state riprese dall’agenzia Bloomberg e hanno subito riacceso il dibattito sulla politica americana in Medio Oriente.
Trump frena, ma lancia un avvertimento a Teheran
“Non sono contento di come stanno andando le negoziazioni”, ha detto il presidente, lasciando intendere che la pazienza di Washington verso l’Iran sta finendo. Però, nessuna decisione ufficiale è stata presa. “Un cambio di regime in Iran potrebbe esserci o no”, ha aggiunto, con una frase che lascia aperte diverse possibilità. Un funzionario presente ha raccontato che Trump ha mantenuto un tono deciso, ma senza allarmismi, sottolineando che “stiamo trattando”.
Nucleare: la preoccupazione che resta al centro
A preoccupare gli Stati Uniti è soprattutto la questione delle armi nucleari. Trump non ha usato giri di parole: “L’Iran non può avere armi nucleari”. Negli ultimi mesi questa posizione è stata condivisa anche dai principali alleati europei e mediorientali. Secondo fonti diplomatiche, la Casa Bianca sta valutando nuove sanzioni o, in alternativa, di aumentare la pressione diplomatica su Teheran. Ma finora nessuna misura concreta è stata annunciata.
Le reazioni di Teheran e il clima in città
A Teheran le parole di Trump sono state accolte con freddezza. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano, citato dall’agenzia Mehr questa mattina, ha definito “inaccettabile” qualsiasi tentativo di ingerenza negli affari interni del Paese. “L’Iran continuerà a difendere la propria sovranità”, ha detto il funzionario, senza però escludere completamente il dialogo. Per le strade della capitale, la notizia si è diffusa in fretta: nei caffè del quartiere di Tajrish, tra studenti e commercianti, si sente una certa preoccupazione per le possibili ripercussioni economiche di nuove sanzioni.
Gli analisti: Trump gioca a mantenere le opzioni aperte
Michael O’Hanlon, esperto della Brookings Institution di Washington, interpreta la posizione di Trump come una strategia di attesa: “La Casa Bianca vuole tenersi le mani libere”, ha spiegato ieri sera alla CNN. “Non escludono nulla, ma non si lanciano in un intervento diretto”. Questo atteggiamento tiene sospesi sia la comunità internazionale sia i mercati dell’energia: il prezzo del petrolio Brent, ieri a Londra, è salito a 84 dollari al barile proprio dopo le parole di Trump.
Il nodo delle trattative: avanti con alti e bassi
Fonti del Dipartimento di Stato confermano che i colloqui con l’Iran vanno avanti, ma a singhiozzo. “Ci sono stati momenti di apertura e altri di forte tensione”, ha spiegato un diplomatico americano che segue il dossier da mesi. Solo più avanti si capirà se la linea dura porterà a un accordo o se prevarrà la strada dello scontro. Intanto, a Washington si prepara una nuova riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale, prevista per venerdì mattina, dove saranno discussi gli ultimi report dell’intelligence e le opinioni degli alleati europei.
Una partita ancora tutta da giocare
In questo quadro incerto, gli Stati Uniti restano sospesi tra diplomazia e pressione. Trump per ora non chiude alcuna porta, ma il messaggio a Teheran è chiaro: nessuna tolleranza sulle armi nucleari. La comunità internazionale osserva con attenzione ogni mossa di Washington, consapevole che da queste scelte dipenderanno gli equilibri futuri in Medio Oriente.
