Montevideo, 27 febbraio 2026 – Ieri sera la Camera dei deputati dell’Uruguay ha detto sì, con 91 voti a favore e solo due contrari, alla ratifica dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur. Una svolta importante nei rapporti tra il Sudamerica e Bruxelles. L’aula, riunita dalle 18 nel Palacio Legislativo di Montevideo, ha subito mandato il testo all’esecutivo per la firma finale. Così, come fanno notare fonti parlamentari, l’Uruguay diventa il primo Paese del Mercosur a chiudere l’iter di ratifica.
Uruguay apre la strada nel Mercosur
Il via libera della Camera dei deputati è arrivato poche ore dopo quello del Senato uruguaiano, che ieri aveva approvato il testo all’unanimità. “Era un passaggio atteso da tempo”, ha detto il presidente della Camera, Ope Pasquet, appena terminata la seduta. L’accordo, che regola il commercio tra l’Unione europea e i quattro Paesi fondatori del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), era stato firmato nel 2019 dopo più di vent’anni di trattative. Ma solo ora si comincia a vedere una vera spinta verso la ratifica.
Argentina accelera: sì dal Senato
Sempre ieri, anche il Senato argentino ha approvato in seconda lettura il trattato, con 69 voti a favore e appena tre contrari. Il testo passerà ora all’esecutivo per la promulgazione definitiva. “Un passo importante per la nostra economia e per i rapporti con l’Europa”, ha commentato il senatore Daniel Filmus davanti ai giornalisti a Buenos Aires. L’Argentina si unisce così all’Uruguay nel percorso di ratifica, mentre in Brasile e Paraguay i parlamenti hanno già iniziato le procedure.
Un segnale forte verso Bruxelles
La ratifica da parte dei Paesi sudamericani arriva in un momento delicato per le relazioni con l’Unione europea. A Bruxelles, infatti, il Parlamento europeo ha appena deciso di rinviare l’accordo alla Corte di giustizia dell’UE, una mossa che potrebbe allungare i tempi prima che il trattato entri in vigore. “La ratifica dell’Accordo Ue-Mercosur da parte dell’Uruguay è un punto di non ritorno”, ha detto Confindustria in una nota diffusa ieri sera. “L’iter è già avviato o concluso in tutti e quattro i Paesi del Mercosur. È un segnale chiaro dell’importanza dell’accordo e della fiducia nelle istituzioni europee, alle quali chiediamo di rivedere la decisione incomprensibile del Parlamento europeo di rinviare tutto alla Corte di giustizia”, si legge ancora.
Reazioni tra entusiasmo e prudenza
A Montevideo la notizia ha suscitato soddisfazione nel governo guidato da Luis Lacalle Pou. “Abbiamo sempre voluto rafforzare i legami con l’Europa”, ha raccontato il ministro degli Esteri Francisco Bustillo ai giornalisti nel cortile del Palacio Santos. Diversa la posizione delle opposizioni, che nutrono dubbi sugli effetti dell’accordo su alcuni settori chiave, come agricoltura e industria. “Controlleremo che vengano rispettate tutte le clausole di tutela”, ha assicurato la deputata socialista Carolina Cosse.
Cosa succede ora: attesa per l’Europa
Con l’ok di Uruguay e Argentina, il trattato commerciale si avvicina a un momento decisivo. Toccherà ora ai due esecutivi firmare ufficialmente il testo. Intanto cresce l’attesa per una risposta da parte delle istituzioni europee. Da Bruxelles, fonti diplomatiche dicono che la Commissione UE sta valutando come muoversi dopo il rinvio deciso dal Parlamento europeo. “Serve chiarezza sui tempi”, ha detto un funzionario europeo, che ha preferito restare anonimo.
Un accordo atteso da vent’anni
L’intesa tra UE e Mercosur, firmata a Bruxelles nel giugno 2019 dopo oltre vent’anni di trattative, prevede la riduzione graduale dei dazi su oltre il 90% dei prodotti scambiati tra i due blocchi. Secondo la Commissione europea, il trattato potrebbe far crescere gli scambi commerciali di circa 40 miliardi di euro all’anno. Restano però alcuni nodi da sciogliere, soprattutto su ambiente e diritti dei lavoratori, temi che sia l’Europa sia il Sudamerica dovranno affrontare nei prossimi mesi.
In attesa della firma definitiva e della risposta europea, Montevideo si gode – almeno per ora – il ruolo di apripista nell’integrazione economica tra Sudamerica ed Europa.
