Sondrio, 27 febbraio 2026 – Due giovani, un uomo e una donna tra i 20 e i 30 anni, hanno perso la vita ieri pomeriggio travolti da una valanga sul versante sud-ovest del Monte Cornaccia, nel territorio di Valdidentro, in Valtellina. L’allarme è scattato poco dopo le 14, quando alcuni escursionisti hanno visto staccarsi la massa di neve e hanno subito chiamato i soccorsi. Secondo quanto riportato da Areu Lombardia, le vittime non sono ancora state identificate. Sul posto sono arrivati il Soccorso Alpino, i Vigili del fuoco di Sondrio e due elicotteri di emergenza partiti da Sondrio e Bergamo.
Valanga in Valtellina: come è successo e i soccorsi
La valanga si è staccata a circa 2.200 metri di quota, in una zona molto frequentata da escursionisti e sci alpinisti. “Abbiamo ricevuto la chiamata alle 14.17”, ha raccontato un operatore del Soccorso Alpino di Sondrio, “e siamo subito partiti con squadre a terra e gli elicotteri”. Ma le condizioni meteo non hanno aiutato: vento forte, visibilità scarsa e neve fresca hanno rallentato le ricerche. Solo dopo più di un’ora i soccorritori hanno trovato i corpi dei due giovani, ormai senza vita. “Non c’era più niente da fare”, ha ammesso uno dei tecnici sul posto.
Un inverno nero per le valanghe
La tragedia sul Monte Cornaccia si inserisce in un quadro già allarmante: al 17 febbraio 2026, secondo il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sono già 23 le persone morte sotto le valanghe sulle montagne italiane dall’inizio dell’inverno. Un dato che fa preoccupare gli esperti: solo negli ultimi sette giorni si sono contati 11 morti, un numero che non si vedeva da anni. Le cause? “Le recenti nevicate, abbinate al vento che ha spostato la neve su strati deboli, hanno creato un terreno molto instabile”, ha spiegato il meteorologo Luca Mercalli. “La fascia alpina al confine con Francia, Svizzera e Austria è particolarmente a rischio”.
Clima strano e rischio in aumento
Il clima di queste settimane non rende le cose più facili. Dopo sette settimane di piogge intense, alluvioni e disagi soprattutto al Nord, ora il Paese si ritrova in una specie di quasi-primavera. Le temperature sono sopra la media stagionale: nel Nord-Ovest si sono toccati anche 10 gradi in più rispetto al solito. In Piemonte e Valle d’Aosta, secondo Arpa Piemonte, si sono superati i 24 gradi in alcune località di montagna. Un’anomalia che influisce sulla stabilità della neve: “Quando fa così caldo in poco tempo – ha aggiunto Mercalli – la neve cambia, diventa più pesante e meno stabile”.
Dolore e allarme a Valdidentro
La notizia ha fatto rapidamente il giro a Valdidentro. In paese, tra gli abitanti e chi lavora nel turismo, c’è sgomento. “Siamo vicini alle famiglie delle vittime”, ha detto il sindaco Massimiliano Trabucchi, contattato nel tardo pomeriggio. “Queste montagne sono la nostra casa, ma vanno rispettate”. Anche il presidente del Soccorso Alpino lombardo ha lanciato un appello alla prudenza: “Le condizioni sono molto pericolose, invitiamo tutti a consultare i bollettini valanghe prima di ogni escursione”.
Prevenire è fondamentale
Gli esperti raccomandano di fare sempre attenzione: consultare i bollettini aggiornati (ieri il rischio era 3 su 5), portare con sé dispositivi come Artva, pala e sonda, e evitare i pendii ripidi soprattutto nelle ore più calde. “La montagna non perdona chi si fa prendere dalla leggerezza”, ha detto un volontario del Soccorso Alpino mentre tornava dalla missione. Eppure, ogni anno, la passione per l’outdoor spinge tanti a non ascoltare i segnali di pericolo.
Ieri sera, poco dopo le 19, le salme dei due giovani sono state portate all’obitorio dell’ospedale di Sondrio per il riconoscimento. Le indagini sulle cause precise della valanga sono ancora in corso. Nel frattempo, la comunità valtellinese si stringe attorno alle famiglie colpite da una tragedia che riapre il dibattito sulla sicurezza in montagna.
