Addio a Neil Sedaka: la leggenda della musica americana ci lascia a 86 anni

Addio a Neil Sedaka: la leggenda della musica americana ci lascia a 86 anni

Addio a Neil Sedaka: la leggenda della musica americana ci lascia a 86 anni

Matteo Rigamonti

Febbraio 28, 2026

New York, 28 febbraio 2026 – Neil Sedaka, uno dei volti più noti della musica pop americana, è morto ieri nella sua casa di Manhattan. Aveva 86 anni. La notizia è arrivata nella notte, diffusa dai principali media statunitensi, e confermata dalla famiglia con una nota inviata alla rivista People: “Siamo sconvolti per la perdita improvvisa del nostro amato marito, padre e nonno”, hanno scritto i Sedaka. Hanno aggiunto: “Una vera leggenda del rock and roll, un’ispirazione per milioni di persone, ma soprattutto, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, un uomo straordinario che ci mancherà profondamente”.

Da Brooklyn alle radio di tutto il mondo

Nato a Brooklyn nel 1939, Neil Sedaka ha iniziato a suonare il pianoforte da bambino, in un modesto appartamento su Ocean Avenue. La sua carriera prende il via negli anni Cinquanta, quando ancora adolescente firma con la RCA Victor. Il primo grande successo è del 1959: “Oh! Carol”, dedicato all’amica e collega Carole King. Da lì in poi, una serie di hit che hanno fatto la storia: “Calendar Girl”, “Happy Birthday Sweet Sixteen”, “Breaking Up Is Hard to Do”. Canzoni che ancora oggi girano nelle radio americane e non solo.

Negli anni Sessanta, Sedaka diventa uno degli autori più prolifici della scena pop. Le sue canzoni scalano le classifiche sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Raccontava spesso che la musica era “un modo per parlare a tutti, anche a chi non conosci”.

Il ritorno in grande stile e le collaborazioni

Dopo un periodo di pausa, causato dai cambiamenti nel mondo della musica – con i Beatles e la British Invasion che avevano rivoluzionato tutto – Sedaka torna sotto i riflettori negli anni Settanta. Non solo come cantante, ma anche come autore per altri artisti. Scrive per Connie Francis il brano “Stupid Cupid” e, insieme a Howard Greenfield, firma la celebre “Love Will Keep Us Together”, portata al successo dai Captain & Tennille nel 1975.

In quegli anni divide il suo tempo tra New York e Los Angeles. Partecipa a programmi tv, incide nuovi album e si esibisce a Broadway. “La musica è sempre stata la mia casa”, aveva detto in un’intervista al New York Times nel 2012.

Un’eredità che parla da sola

Con più di 500 canzoni all’attivo e decine di album pubblicati, Neil Sedaka ha lasciato un’impronta indelebile nella musica leggera. Il suo stile, fatto di melodie immediate e testi semplici ma mai banali, ha influenzato generazioni di artisti. Elton John, in una nota sui social, l’ha ricordato per “la sua gentilezza e un talento unico”: “Era uno dei pochi in grado di scrivere una hit in mezz’ora e raccontarla come se fosse una storia vissuta”.

Negli ultimi anni aveva rallentato la sua attività pubblica, ma non aveva mai smesso di comporre. Nel 2022 ha pubblicato un album di inediti, “I Do It for Applause”, registrato nel suo studio privato a Manhattan. “Non riesco a immaginare la mia vita senza una tastiera sotto le dita”, aveva confessato durante la presentazione.

Il ricordo di chi lo ha amato

La famiglia ha chiesto rispetto per la privacy in questi momenti difficili. Intanto, sui social, migliaia di fan hanno condiviso ricordi legati alle sue canzoni. A Brooklyn, davanti alla scuola superiore Abraham Lincoln, che Sedaka frequentò da ragazzo, qualcuno ha lasciato fiori e una foto in bianco e nero con la scritta: “Grazie Neil”.

I funerali si terranno in forma privata nei prossimi giorni. La comunità musicale internazionale si prepara a celebrarlo con una serie di tributi annunciati da radio e televisioni americane.

Neil Sedaka se ne va lasciando dietro di sé un patrimonio di note che hanno attraversato decenni e continenti. Un’eredità fatta di musica, storie e quella voce gentile che – come ha scritto un fan su X – “parlava al cuore senza mai alzare la voce”.