Abu Dhabi, 28 febbraio 2026 – Nella notte scorsa, un uomo è stato ucciso ad Abu Dhabi durante una serie di attacchi iraniani che hanno colpito gli Emirati Arabi Uniti, come riportano i media statali. L’episodio, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha subito acceso l’allarme tra le autorità locali e la comunità internazionale, preoccupate per l’aumento delle tensioni nella regione del Golfo.
Attacco nella notte: cosa è successo
Secondo l’agenzia di stampa ufficiale WAM, la vittima – di cui non si conosce ancora l’identità – si trovava in una zona residenziale della capitale quando è stato colpito. Le sirene sono partite poco dopo le 2.30, svegliando i residenti di Khalifa City, quartiere a nord-est del centro. “Abbiamo sentito un forte boato, poi le finestre hanno tremato”, racconta Ahmed Al Mansouri, che abita a pochi isolati dal luogo dell’impatto.
Le autorità degli Emirati hanno confermato si sia trattato di un attacco diretto, attribuito a missili balistici sparati dall’Iran. La dinamica è ancora al vaglio: “Stiamo cercando di ricostruire con precisione la traiettoria e da dove sono partiti i missili”, ha detto il portavoce del Ministero dell’Interno, senza aggiungere altri dettagli.
Reazioni immediate e misure di sicurezza
La notizia della morte ha scosso la città. Subito dopo l’attacco, le forze di sicurezza hanno intensificato i controlli nei punti nevralgici, come l’aeroporto internazionale e il distretto finanziario di Al Maryah Island. “La priorità ora è proteggere cittadini e residenti”, ha dichiarato il comandante della polizia di Abu Dhabi, Saif Al Shamsi.
Il governo ha convocato una riunione d’emergenza alle 9 del mattino al Palazzo Presidenziale. Il ministro degli Esteri, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ha chiesto “una risposta chiara e coordinata da parte della comunità internazionale contro ogni atto di aggressione”. Nel frattempo, le ambasciate occidentali hanno diffuso avvisi, invitando i loro cittadini a mantenere la massima prudenza.
Golfo in tensione: il quadro regionale
L’attacco arriva in un momento già delicato tra Iran e i Paesi del Golfo. Negli ultimi mesi, gli scontri si sono fatti più frequenti, spesso legati alle dispute sul controllo delle rotte petrolifere e alle rivalità geopolitiche. Fonti diplomatiche europee avvertono che la situazione potrebbe peggiorare se non si apre un dialogo efficace.
Il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) ha espresso “profonda preoccupazione” e ha chiesto a Teheran di “fermarsi subito”. Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha invitato tutte le parti “a mantenere la calma e rispettare il diritto internazionale”.
La vita di tutti i giorni segnata dall’attacco
Ad Abu Dhabi si respira un’aria di tensione. Alcuni negozi hanno chiuso già all’alba, mentre le scuole della zona colpita sono rimaste chiuse per precauzione. “Non avevamo mai vissuto niente del genere”, racconta Maryam Al Suwaidi, insegnante elementare. Il traffico lungo la Corniche Road è stato scarso per tutta la mattina; molti preferiscono restare in casa.
Le autorità sanitarie hanno attivato un punto di assistenza temporaneo al Cleveland Clinic Hospital per offrire supporto psicologico a chi è rimasto più scosso. Secondo fonti ospedaliere, oltre alla vittima non ci sono feriti gravi.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore
Finora, l’Iran non ha rivendicato l’attacco. Gli Emirati hanno fatto sapere che “tutte le opzioni sono sul tavolo” per rispondere. Gli esperti prevedono che nelle prossime ore potrebbero arrivare nuove dichiarazioni dai governi coinvolti, con possibili restrizioni contro Teheran.
La comunità internazionale segue con attenzione quello che succede ad Abu Dhabi, consapevole che un’escalation potrebbe avere ripercussioni in tutto il Medio Oriente. Per ora, la città resta sotto stretta sorveglianza, mentre si cerca di capire se questo episodio sia un caso isolato o l’inizio di una nuova fase di instabilità.
