Attacco missilistico scuote la base della Quinta Flotta Usa in Bahrein

Attacco missilistico scuote la base della Quinta Flotta Usa in Bahrein

Attacco missilistico scuote la base della Quinta Flotta Usa in Bahrein

Matteo Rigamonti

Febbraio 28, 2026

Manama, 28 febbraio 2026 – La base della Quinta Flotta della Marina Militare americana a Manama, nel cuore del Bahrein, è stata colpita oggi da un attacco missilistico che ha fatto scattare l’allarme in tutta la regione del Golfo Persico. Un funzionario statunitense, parlando con la CNN, ha definito la situazione “attiva”, con le forze di sicurezza impegnate a rispondere e a capire l’entità dei danni.

Missili sulla base Usa in Bahrein: allarme nel Golfo

L’allarme è partito poco dopo le 14 ora locale. Le prime ricostruzioni parlano di almeno un missile che ha colpito la base navale americana a sud di Manama. Qui ha sede la Quinta Flotta, il cuore delle operazioni navali Usa in Medio Oriente, un punto chiave per il controllo delle rotte tra il Golfo e il Mar Rosso.

Fonti militari locali confermano che l’attacco ha provocato diverse esplosioni, udite anche nei quartieri vicini come Juffair e Adliya. Alcuni abitanti raccontano di aver visto colonne di fumo salire dalla zona della base, mentre le sirene d’allarme hanno suonato a lungo. “Abbiamo sentito un boato fortissimo, poi tutto si è fermato e sono arrivati decine di mezzi militari”, racconta Ahmed Al Khalifa, che lavora in una banca non lontano da lì.

La risposta delle autorità: area isolata e prime verifiche

Subito dopo l’attacco, le autorità americane e bahreinite hanno chiuso la zona. Elicotteri militari sorvolano la città. Un portavoce della Marina Usa ha detto che “le forze di sicurezza stanno valutando i danni” e che “la priorità è proteggere il personale e le infrastrutture”. Al momento non ci sono notizie ufficiali su feriti o vittime.

Il governo del Bahrein, con una nota diffusa alle 16, ha condannato “con fermezza” l’attacco, definendolo “un’aggressione alla stabilità della regione”. La polizia ha montato posti di blocco sulle principali strade che portano alla base. Intanto squadre di artificieri sono al lavoro per escludere la presenza di altri ordigni.

Golfo in tensione: chi c’è dietro l’attacco?

L’attacco arriva in un periodo di tensioni altissime nel Golfo, con scontri e violenze tra Yemen, Iran e Arabia Saudita. La Quinta Flotta è uno dei principali strumenti di deterrenza Usa in zona: da qui partono pattugliamenti contro pirateria e traffici illegali, oltre al supporto alle forze alleate.

Nessuno ha ancora rivendicato l’attacco. Ma fonti dell’intelligence occidentale, sempre secondo la CNN, non escludono l’ipotesi che dietro ci siano milizie filo-iraniane attive tra Iraq e Yemen. “Stiamo analizzando i pezzi del missile per capire da dove viene”, ha spiegato un ufficiale americano, restato anonimo. Negli ultimi anni la base era stata più volte minacciata, ma mai colpita direttamente con missili.

Reazioni nel mondo: la risposta degli alleati

La notizia ha fatto subito il giro delle capitali occidentali. A Washington, il portavoce del Pentagono ha assicurato che “gli Stati Uniti risponderanno con decisione a qualsiasi minaccia contro il loro personale”. Anche Londra e Parigi hanno espresso solidarietà agli Usa e al Bahrein.

Nel quartiere diplomatico di Manama l’atmosfera è tesa. Alcuni ambasciatori europei chiedono più sicurezza per il personale straniero. “Temiamo una possibile escalation”, confida un funzionario Ue presente in città.

La Quinta Flotta: il cuore strategico Usa nel Golfo

La Quinta Flotta conta circa 7.000 militari e civili tra Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Il suo comando centrale è a Manama, in una struttura protetta da barriere di cemento e sistemi anti-missile. Negli ultimi anni la base ha rafforzato le difese dopo vari episodi di tensione con gruppi armati nella regione.

Fonti diplomatiche locali annunciano un vertice straordinario nelle prossime ore tra militari Usa e autorità bahreinite per valutare la situazione. L’obiettivo è chiaro: evitare nuove minacce e garantire la sicurezza delle rotte marittime nel Golfo Persico.

La vicenda è ancora in divenire. Nelle prossime ore sono attesi aggiornamenti su indagini e possibili rivendicazioni.