Milano, 28 febbraio 2026 – Le Borse europee hanno chiuso l’ultimo giorno di febbraio con risultati contrastanti, in un clima di incertezza che ha dominato la seduta. A fine giornata, Parigi ha perso lo 0,47%, fermandosi a 8.580 punti, mentre Londra ha guadagnato lo 0,7%, chiudendo a 10.922 punti. Francoforte è rimasta praticamente ferma, con un lieve calo dello 0,02% a 25.267 punti, mentre Madrid ha accusato una flessione più netta, cedendo lo 0,63% a 18.379 punti.
Mercati europei in bilico, tra prudenza e attesa
La giornata è stata segnata da una certa instabilità, con gli investitori che hanno preferito muoversi con cautela, in attesa di nuovi dati economici e delle prossime mosse delle banche centrali. A Parigi, il calo riflette soprattutto le prese di beneficio dopo il recente rally che aveva spinto il CAC 40 a livelli record. Un analista di Société Générale ha commentato: “Il mercato sta consolidando i guadagni, molti preferiscono restare alla finestra in attesa delle decisioni della BCE”.
Londra ha mostrato invece un andamento più positivo. Il FTSE 100 ha beneficiato della tenuta dei titoli legati alle materie prime e del rafforzamento della sterlina contro il dollaro. Secondo fonti di mercato, diversi investitori hanno puntato su società del settore energetico e minerario, sostenute dalla crescita dei prezzi del petrolio e dei metalli.
Francoforte e Madrid: tra cautela e vendite
A Francoforte, il DAX ha chiuso quasi invariato, oscillando tra piccoli rialzi e ribassi durante la giornata e chiudendo con un calo marginale dello 0,02%. Gli operatori tedeschi hanno seguito con attenzione i dati sull’inflazione nell’Eurozona e le prospettive per un’economia tedesca ancora frenata dalla debolezza del settore manifatturiero. Un trader di Deutsche Bank ha spiegato: “Il clima resta prudente, perché i dati macro non danno ancora indicazioni chiare”.
A Madrid, invece, l’Ibex 35 ha registrato una flessione più evidente, perdendo lo 0,63%. A pesare sono stati soprattutto i titoli bancari e quelli del settore immobiliare, colpiti dalle incertezze legate ai tassi d’interesse e dalle tensioni politiche interne. Gli operatori locali raccontano che, senza segnali positivi, molti hanno preferito ridurre l’esposizione sui titoli più sensibili ai movimenti del mercato obbligazionario.
Inflazione e banche centrali sotto la lente
L’attenzione resta alta sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve americana. I dati sull’inflazione usciti questa settimana mostrano segnali contrastanti: da un lato, una moderata discesa dei prezzi al consumo nell’Eurozona; dall’altro, la persistenza di pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti.
Un gestore di fondi londinese ha detto: “Gli investitori cercano di capire quando arriverà il primo taglio dei tassi, ma le banche centrali continuano a mantenere un atteggiamento prudente”. Di conseguenza, i volumi di scambio sono rimasti bassi e molti hanno preferito limitare le operazioni in attesa di segnali più chiari.
Marzo si avvicina: tra attesa e nervosismo
Guardando avanti, gli esperti prevedono che la volatilità resterà alta. Le incertezze sulla politica monetaria e sull’andamento dell’economia mondiale continueranno a influenzare i mercati europei. Un economista di BNP Paribas ha confidato: “Solo con dati più solidi su inflazione e crescita potremo vedere una direzione chiara”.
Nel frattempo, le principali piazze finanziarie europee si preparano a un marzo ricco di appuntamenti importanti: le riunioni delle banche centrali e la pubblicazione dei dati trimestrali delle grandi società quotate. Gli operatori restano vigili, consapevoli che ogni segnale da Francoforte o Washington può cambiare rapidamente il quadro dei mercati.
In sintesi, la chiusura di oggi delle Borse europee riflette un clima di attesa e prudenza. Gli investitori osservano con attenzione i prossimi sviluppi, pronti a reagire a ogni novità che possa influenzare l’andamento dei listini nelle settimane a venire.
