Borsa europea: l’old economy resiste mentre le banche faticano e le tlc brillano

Borsa europea: l'old economy resiste mentre le banche faticano e le tlc brillano

Borsa europea: l'old economy resiste mentre le banche faticano e le tlc brillano

Giada Liguori

Febbraio 28, 2026

Milano, 28 febbraio 2026 – Le Borse europee hanno chiuso febbraio in modo contrastato, con segnali di interesse ritrovato per la old economy e un settore bancario che ha faticato, soprattutto a Milano, dove il principale indice ha lasciato sul terreno lo 0,45%. La giornata è partita in modo prudente e si è poi sviluppata tra vendite selettive e qualche recupero nei settori più tradizionali.

Banche in crisi a Milano e in Europa

A Piazza Affari, la debolezza dei titoli bancari ha pesato sul mercato. Mps ha perso il 6,7%, seguita da Mediobanca (-6,2%). Hanno sofferto anche Banco Bpm (-3,02%), Popolare Sondrio (-2,8%), Bper (-2,4%), Unicredit (-1,8%) e Intesa Sanpaolo (-0,88%). “Il settore bancario ha fatto peggio rispetto al resto del listino”, ha spiegato un analista di una grande sim milanese, sottolineando come le vendite siano arrivate soprattutto sui titoli che avevano messo a segno i guadagni più forti negli ultimi mesi.

La tendenza negativa non è stata solo italiana. In Europa, lo Stoxx Banks ha segnato la prima perdita mensile dopo otto mesi di rialzi, chiudendo febbraio con un calo dell’1,7%. Tra i peggiori spiccano Commerzbank (-3,7%) e Barclays (-4,2%), che hanno dato un contributo importante alla debolezza del settore. Secondo alcuni operatori a Londra, pesa l’incertezza sulle mosse future delle banche centrali e il fatto che gli investitori si stiano spostando verso comparti più difensivi.

Parigi e Francoforte in rosso, Londra va controcorrente

Tra i principali indici, Parigi ha perso lo 0,47% a 8.580 punti. A trascinare il Cac 40 verso il basso è stata soprattutto la flessione di EssilorLuxottica (-5,89%), messa sotto pressione dalle voci di un possibile ingresso di Alibaba nel mercato degli occhiali intelligenti. “Il rischio di nuovi concorrenti asiatici non passa inosservato”, ha commentato un gestore parigino nel primo pomeriggio.

A Francoforte, il Dax ha chiuso quasi invariato (-0,02% a 25.267 punti), mentre a Madrid l’Ibex ha perso lo 0,63% a 18.379 punti. In controtendenza si è mossa invece la Borsa di Londra, che ha messo a segno un +0,7% a 10.922 punti, spinta dal buon andamento dei titoli energetici e delle telecomunicazioni.

Energia e tlc tengono su lo Stoxx 600

Nonostante la debolezza delle banche e qualche presa di profitto sui titoli industriali, lo Stoxx 600 europeo ha chiuso in lieve rialzo (+0,1%). A fare la differenza sono stati soprattutto i titoli delle telecomunicazioni e dell’energia. Le tlc hanno segnato il miglior rialzo mensile dal 2022: Telefonica ha guadagnato il 5,5%, BT Group il 4,3%, mentre Cellnex ha messo a segno un +3,3% dopo i conti trimestrali.

Nel settore auto, si sono distinti Stellantis (+2,4%), BMW (+0,7%) e Michelin (+0,7%), grazie a dati positivi sulle vendite e a una domanda ancora solida nei mercati chiave europei.

La vecchia economia torna sotto i riflettori

Secondo alcuni operatori sentiti nel tardo pomeriggio, la giornata conferma una tendenza vista nelle ultime settimane: il ritorno d’interesse per la cosiddetta old economy, con investitori che si spostano verso settori più tradizionali come energia, auto e telecomunicazioni. “Sta cambiando l’aria”, ha detto un trader milanese poco prima della chiusura. “Dopo mesi di rally tecnologico, ora si punta su comparti più solidi”.

Non manca però la cautela. Tutti restano con gli occhi puntati sui prossimi dati macro e sulle decisioni delle banche centrali. Si aspettano segnali più chiari dalla BCE e dalla Fed nelle settimane a venire. Nel frattempo, la volatilità resta alta e le prese di profitto continuano.

Marzo: attesa e prudenza sul mercato

Con febbraio archiviato e un bilancio mensile che ha visto luci e ombre, gli investitori guardano a marzo con prudenza. “Il mercato sta cercando nuovi punti di equilibrio”, ha ammesso al telefono un gestore romano in serata. “Tutto dipenderà dai dati sull’inflazione e dalle mosse delle banche centrali”.

In sintesi: una giornata senza grandi scossoni, ma ricca di spunti da seguire. Solo nelle prossime settimane si capirà se la rotazione verso la old economy sarà un fenomeno destinato a durare sui mercati europei.