Calderone: nuove opportunità lavorative all’orizzonte

Calderone: nuove opportunità lavorative all'orizzonte

Calderone: nuove opportunità lavorative all'orizzonte

Matteo Rigamonti

Febbraio 28, 2026

Roma, 28 febbraio 2026 – La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha affrontato oggi il tema dell’intelligenza artificiale e lavoro durante l’evento “IA e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità”, tenutosi a Roma. Calderone ha riconosciuto che l’arrivo delle nuove tecnologie porterà “un riposizionamento e anche un rischio su alcune posizioni lavorative”, ma ha subito aggiunto che “le ricerche internazionali indicano che il bilancio finale sarà positivo, con più opportunità di lavoro”.

Intelligenza artificiale e lavoro: rischi reali, chance da cogliere

All’incontro, ospitato nella sede del Ministero in via Veneto, la ministra ha sottolineato che il dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro è ancora aperto. “La questione riguarda soprattutto le competenze, la formazione e la riqualificazione dei lavoratori”, ha spiegato Calderone davanti a sindacalisti, imprenditori e studenti universitari. Ha citato vari studi internazionali, come quelli dell’OCSE e della Commissione Europea, che prevedono una crescita dei posti di lavoro legati alle nuove tecnologie, anche se alcune mansioni tradizionali tenderanno a sparire.

I dati del Ministero mostrano che negli ultimi dodici mesi sono stati attivati oltre 15mila corsi di formazione digitale per chi lavora in settori a rischio automazione. “Stiamo formando migliaia di persone per fornire competenze digitali fondamentali in questo momento”, ha detto Calderone, aggiungendo che la priorità è “offrire risposte concrete in termini di competenze digitali”.

Formazione e riqualificazione, il cuore della sfida

La ministra ha ricordato come il governo stia puntando su programmi di upskilling e reskilling per aiutare le imprese italiane a fare il salto verso il digitale. “Non guardiamo al futuro con paura, ma dobbiamo stare attenti ai possibili effetti negativi”, ha detto Calderone. Nel mirino ci sono le categorie più esposte all’automazione: operatori di sportello bancario, addetti alla logistica, alcuni profili amministrativi.

Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 il 40% delle competenze richieste sul mercato cambierà rispetto a oggi. In Italia, l’ultimo rapporto ISTAT segnala che oltre 2 milioni di lavoratori dovranno aggiornare le proprie competenze nei prossimi cinque anni per non restare indietro. “La risorsa umana resta il nostro punto di forza”, ha ribadito Calderone. “L’intelligenza artificiale deve servire a migliorare la qualità del lavoro”.

Le voci dal mondo del lavoro

All’evento sono intervenuti anche i rappresentanti dei sindacati principali. Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, ha sottolineato che “la vera sfida è fare in modo che nessuno resti escluso”. Ha chiesto un potenziamento delle politiche attive del lavoro e più investimenti nella formazione continua. Più prudente il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: “Le imprese sono pronte a investire nell’innovazione, ma serve un quadro normativo chiaro e incentivi per chi assume personale qualificato”.

Tra i partecipanti, anche giovani laureati in informatica. Giulia, 24 anni, che sta seguendo un master in data science, ha detto: “Ci servono percorsi formativi più flessibili. Il mercato cambia in fretta, e spesso l’università fatica a tenere il passo”.

Guardando avanti: cosa ci aspetta

Il Ministero del Lavoro ha annunciato che nei prossimi mesi amplierà l’offerta formativa, con nuovi bandi rivolti sia a chi è già occupato sia a chi cerca lavoro. Calderone ha parlato anche dell’apertura di un tavolo tecnico con le parti sociali per seguire da vicino l’andamento dell’occupazione nell’era dell’intelligenza artificiale.

“Dobbiamo affrontare questa trasformazione senza paura”, ha concluso la ministra, “mettendo sempre al centro le persone e la qualità del lavoro”. Una sfida che, almeno nelle intenzioni, punta a trasformare i rischi in opportunità concrete per il futuro dell’Italia.