Roma, 28 febbraio 2026 – Dopo l’attacco all’Iran e la crescente tensione in Medio Oriente, le principali compagnie aeree internazionali hanno sospeso molti voli verso quella zona. Stamattina, poco dopo le 7, Israele ha chiuso lo spazio aereo civile. Poco dopo, ha fatto lo stesso il Qatar. La reazione delle compagnie è stata immediata: da Ita Airways a Lufthansa, passando per Air France, Swiss, Turkish Airlines, Air India e altre, le cancellazioni si sono moltiplicate nel corso della giornata.
Voli bloccati e cieli chiusi: cosa sta succedendo
Subito dopo l’annuncio israeliano, Ita Airways ha fermato i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo. Il volo AZ809 dell’8 marzo è già cancellato. Inoltre, fino a quella data, gli aerei di Ita non sorvoleranno più gli spazi aerei di Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran. Una scelta dettata dalla sicurezza, confermata anche da fonti di Enac.
In più, sono fermi i voli da e per Dubai fino al primo marzo. I passeggeri coinvolti possono scegliere un volo alternativo o chiedere il rimborso. “Stiamo lavorando per offrire assistenza e informazioni rapide”, ha detto un portavoce della compagnia.
Lufthansa, Air France e Turkish Airlines: stop fino al 7 marzo
Anche il gruppo Lufthansa, che include Swiss e Austrian Airlines, ha sospeso i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran fino al 7 marzo. I collegamenti con Dubai e Abu Dhabi sono bloccati almeno fino a domani. “La sicurezza di passeggeri ed equipaggi è la nostra priorità”, ha detto la sede di Francoforte.
Simile la situazione per Turkish Airlines, che ha cancellato tutti i voli verso Libano, Siria, Iraq, Iran e Giordania fino al 2 marzo. I voli verso Qatar, Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Oman sono sospesi solo per oggi, in attesa di sviluppi.
Wizzair e Air India: stop immediato
Nel pomeriggio è arrivata la comunicazione di Wizzair, che ha fermato subito tutti i voli da e per Israele, Dubai, Abu Dhabi e Amman fino al 7 marzo incluso. Una misura che riguarda centinaia di passeggeri tra Europa e Medio Oriente. Anche Air India ha adottato restrizioni simili, bloccando gran parte dei collegamenti con l’area.
Secondo le prime stime, sono oltre 30mila i viaggiatori coinvolti solo oggi dalle cancellazioni. Negli aeroporti europei, da Fiumicino a Francoforte, si sono viste lunghe code ai banchi informazioni e molta incertezza tra i passeggeri in attesa.
Sicurezza al primo posto, ma cresce la tensione tra i viaggiatori
Le compagnie hanno giustificato le cancellazioni con la necessità di garantire la massima sicurezza in una situazione definita “imprevedibile”. “Non possiamo correre rischi”, ha detto un comandante Ita che vola sulle tratte sospese. Anche le autorità nazionali dell’aviazione civile hanno invitato alla prudenza. “Stiamo monitorando la situazione minuto per minuto”, ha spiegato un funzionario Enac raggiunto al telefono.
Molti passeggeri si sono detti “preoccupati ma comprensivi”. Alcuni hanno ricevuto sms già nelle prime ore del mattino; altri hanno preferito rimandare la partenza o cambiare itinerario. “Meglio aspettare che rischiare”, ha commentato una viaggiatrice bloccata a Malpensa.
Cosa ci aspetta: scenari e incertezze
Per ora non si sa quando si tornerà alla normalità. Le compagnie hanno lasciato intendere che le sospensioni potrebbero durare oltre, se la situazione peggiorasse. Intanto, le autorità internazionali – dall’Icao all’Easa – seguono da vicino l’evolversi della crisi.
In attesa di nuovi sviluppi, resta alta l’attenzione sul Medio Oriente e sulle ripercussioni per il traffico aereo mondiale. Chi aveva un viaggio programmato verso quella zona dovrà fare i conti con cancellazioni e cambiamenti improvvisi. E per i prossimi giorni, la situazione rimane incerta.
