Controversia legale sul trapianto di un bimbo: la famiglia chiede la ricusazione di un perito del gip

Controversia legale sul trapianto di un bimbo: la famiglia chiede la ricusazione di un perito del gip

Controversia legale sul trapianto di un bimbo: la famiglia chiede la ricusazione di un perito del gip

Matteo Rigamonti

Febbraio 28, 2026

Napoli, 28 febbraio 2026 – La famiglia di Domenico Caliendo, il bambino di 7 anni morto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, ha annunciato oggi, tramite il proprio avvocato Francesco Petruzzi, l’intenzione di presentare un’istanza di ricusazione contro il cardiochirurgo Mauro Rinaldi. Il medico era stato scelto dal gip come perito per fare chiarezza, nell’ambito dell’incidente probatorio, sulle cause della morte del piccolo.

Famiglia Caliendo contesta la nomina del perito

L’avvocato Petruzzi ha spiegato che la decisione arriva dopo alcune verifiche svolte online. “Bastava una semplice ricerca sul web – ha detto il legale – per scoprire che il professor Mauro Rinaldi, ordinario di cardiochirurgia all’Università di Torino, aveva già espresso un giudizio sui fatti oggetto dell’indagine prima ancora di essere incaricato”. E non è tutto: Rinaldi risulta anche coautore di un articolo scientifico insieme a uno dei medici attualmente indagati.

Per la famiglia Caliendo, questi elementi mettono in dubbio la necessaria imparzialità che deve avere chi svolge un ruolo così delicato. “Per questo – ha aggiunto Petruzzi – riteniamo che ci sia un difetto nelle garanzie di imparzialità indispensabile per l’incarico”.

L’inchiesta e i prossimi passi

L’incidente probatorio, disposto dal gip del Tribunale di Napoli, è una tappa fondamentale per capire cosa è successo davvero. Domenico era stato sottoposto a un trapianto di cuore nel reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi, ma l’intervento non ha avuto un esito positivo. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti; poi, sono finiti sotto indagine alcuni membri dell’équipe medica.

La scelta dei periti, tra cui appunto il professor Rinaldi, aveva già creato qualche tensione tra i familiari. La richiesta formale di ricusazione sarà presentata nelle prossime ore. Toccherà al gip decidere se ci sono i motivi per sostituire il perito contestato.

Silenzio dai diretti interessati, attesa per la decisione

Al momento, né il professor Rinaldi né l’Università di Torino hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. Fonti vicine al medico riferiscono che “ogni valutazione spetta al giudice”. All’ospedale Monaldi, invece, si preferisce mantenere il massimo riserbo. Intanto, la famiglia Caliendo aspetta risposte. “Vogliamo solo chiarezza e trasparenza – ha detto una parente di Domenico fuori dal tribunale – non chiediamo altro”.

Nelle ultime ore, anche alcuni legali degli indagati stanno valutando di presentare memorie difensive per l’incidente probatorio. L’obiettivo, spiegano, è far sì che tutto si svolga “nel rispetto delle regole e senza zone d’ombra”.

Imparzialità in primo piano: cosa può succedere

La questione della imparzialità dei periti è cruciale in casi come questo. La legge dice che i consulenti scelti dal giudice devono essere liberi da legami o pregiudizi che possano condizionare il loro giudizio. Se il gip accoglierà la richiesta della famiglia Caliendo, si procederà con la nomina di un nuovo esperto. In caso contrario, l’incidente probatorio andrà avanti con il collegio attuale.

Finora non sono stati presentati altri ricorsi sulla composizione del collegio peritale. Ma la tensione resta alta: la vicenda ha scosso la città e il mondo sanitario. Nei prossimi giorni si capirà se la richiesta di ricusazione cambierà qualcosa nell’iter dell’inchiesta.

Intanto, nel quartiere Secondigliano, dove viveva Domenico, la comunità continua a chiedere giustizia. “Non vogliamo colpevoli a tutti i costi – dice un vicino di casa – ma è giusto sapere cosa è successo davvero”.