Crollo del prezzo del cacao: il mercato si prepara a un lungo adattamento

Crollo del prezzo del cacao: il mercato si prepara a un lungo adattamento

Crollo del prezzo del cacao: il mercato si prepara a un lungo adattamento

Giada Liguori

Febbraio 28, 2026

Milano, 28 febbraio 2026 – Il prezzo del cacao è crollato dopo anni di rincorsa senza freni, ma per Riccardo Illy, imprenditore e presidente del Polo del Gusto (che controlla anche Domori, noto marchio di cioccolato di alta qualità), serviranno ancora mesi prima che il mercato si stabilizzi davvero. “Ci vorrà tempo, forse dovremo aspettare l’estate”, ha detto Illy, sottolineando che la situazione è ancora fragile e pronta a scossoni improvvisi.

Dal boom al crollo: il cacao non trova pace

Il mercato internazionale del cacao ha attraversato una tempesta senza precedenti. Tra il 2024 e l’inizio del 2025, il prezzo è schizzato da circa 2.500 dollari a tonnellata fino a oltre 12.600 dollari sul mercato di New York. Oggi, dopo mesi di tensioni e speculazioni, il valore si è fermato intorno ai 3.100 dollari. Ma questo calo non ha ancora portato benefici concreti né ai produttori né ai consumatori.

“Il mercato è nervoso, pronto a reagire in modo esagerato a ogni notizia”, spiega Illy. Basta un segnale su una fioritura scarsa, un’alluvione o un’ondata di caldo in Costa d’Avorio o Ghana — i due maggiori produttori mondiali — per vedere i prezzi oscillare velocemente. “Adesso si prevede un raccolto buono”, aggiunge Illy, “ma è meglio restare cauti”.

Scorte care e la morsa sui prezzi

La situazione, per usare le parole di Illy, è quasi “kafkiana”. Negli magazzini delle aziende ci sono ancora scorte di cacao pagate ai prezzi record degli ultimi mesi. Questo rende difficile tenere sotto controllo i costi. “I grandi clienti spingono per abbassare i prezzi, ma al momento non è possibile”, confida Illy. Insomma, anche se il prezzo in borsa è calato, le aziende devono ancora smaltire materiale comprato a caro prezzo.

Il settore si trova così stretto in un gioco complicato: da una parte deve recuperare margini persi, dall’altra deve fare i conti con la pressione della grande distribuzione che vuole listini più bassi. Tutto questo rischia di mantenere alti i prezzi al dettaglio del cioccolato almeno finché non si finisce di consumare le vecchie scorte e il mercato non trova un nuovo equilibrio.

I Paesi produttori e il rischio clima

Il mercato del cacao resta fragile soprattutto per quel che succede nei Paesi dell’Africa occidentale. Costa d’Avorio e Ghana da soli coprono oltre il 60% della produzione mondiale. Eventi meteorologici come piogge violente o siccità possono rovinare raccolti interi in poche settimane.

“Basta poco per cambiare tutto”, ammette Illy. “Una notizia su una malattia delle piante o una tempesta può far schizzare i prezzi”. Per ora, però, le previsioni parlano di un raccolto “buono”, anche se è meglio non abbassare la guardia. Solo nei prossimi mesi si capirà se la discesa dei prezzi continuerà davvero.

Cosa aspettarsi per produttori e consumatori

Per i produttori italiani di cioccolato, la parola d’ordine è prudenza. “Dovremo aspettare ancora qualche mese prima che il calo del prezzo del cacao si veda davvero sui costi di produzione”, spiega Illy. Nel frattempo, le aziende cercano di gestire l’incertezza mantenendo alta la qualità e senza scaricare sulla clientela le conseguenze di questa volatilità.

Per chi compra, invece, almeno fino all’autunno sarà difficile vedere prezzi più bassi sugli scaffali. Solo quando finiranno le scorte comprate a prezzi stellari e il mercato si sarà assestato, si potrà tornare a parlare di normalità.

In attesa che l’estate porti un po’ di chiarezza, il settore resta sospeso tra speranza e prudenza. E il prezzo del cacao continua a essere un termometro sensibile dell’economia globale e delle sue fragilità.