Sanremo, 8 febbraio 2026 – Ieri sera, durante la terza serata del Festival di Sanremo, Fiorella Mannoia ha scelto di parlare con un gesto. Sul palco dell’Ariston, davanti a milioni di telespettatori, la cantante romana ha sfoggiato una piccola spilla della Palestina appuntata sulla maglia nera, mentre cantava insieme a Michele Bravi “Domani è un altro giorno”. Un segno silenzioso, ma che non è passato inosservato: telecamere e pubblico se ne sono accorti subito, scatenando un acceso dibattito sui social e tra gli addetti ai lavori.
Fiorella Mannoia e la spilla che parla da sola
Quella spilla della Palestina – piccola, ma carica di significato – ha catturato l’attenzione. Mannoia, 69 anni, da sempre sensibile ai temi sociali, ha voluto portare sul palco dell’Ariston un segno di solidarietà, proprio mentre il conflitto in Medio Oriente è al centro delle cronache. Nessuna parola durante l’esibizione, solo quel piccolo simbolo, appuntato vicino al cuore. “Non servono parole, a volte basta un gesto”, ha confidato la cantante dietro le quinte, secondo fonti vicine all’organizzazione.
Un omaggio a Ornella Vanoni che si fa messaggio
Il duetto con Michele Bravi su “Domani è un altro giorno”, celebre brano di Ornella Vanoni, era uno dei momenti più attesi della serata. L’omaggio alla grande artista milanese si è intrecciato con un messaggio politico, sottile ma chiaro. In platea, qualcuno ha notato subito la spilla: “L’ho vista brillare sotto le luci, mi sono chiesta se fosse davvero quella”, racconta Laura, 41 anni, arrivata da Torino per il festival. Poco dopo l’esibizione, sui social è scoppiato il confronto: c’è chi ha lodato il coraggio di Mannoia e chi invece ha criticato l’idea di portare temi internazionali sul palco della musica italiana.
Sanremo e la politica: storia di gesti che fanno rumore
Non è la prima volta che il Festival di Sanremo diventa palco di messaggi simbolici o prese di posizione politiche. Nel corso degli anni, molti artisti hanno colto l’occasione per parlare di questioni sociali o internazionali. Ma la questione palestinese resta tra le più delicate. “Sanremo è sempre stato uno specchio del Paese, anche nelle sue tensioni”, ha osservato un membro della direzione artistica, che ha chiesto di restare anonimo. La Rai, intanto, non ha fatto commenti ufficiali sull’accaduto.
Il conflitto in Medio Oriente e il ruolo degli artisti
Il gesto di Mannoia arriva in un momento in cui il conflitto tra Israele e Palestina continua a tenere banco sulle prime pagine. Secondo i dati Onu aggiornati a gennaio 2026, il numero di vittime civili resta alto e le trattative diplomatiche sono ferme. In questo scenario, tanti artisti italiani e stranieri hanno scelto di far sentire la loro voce o mostrare solidarietà. “Gli artisti hanno una responsabilità sociale”, ha detto la stessa Mannoia in una recente intervista a Radio Capital. “Non possiamo restare indifferenti davanti a certe tragedie”.
Tra applausi e critiche, il dibattito si infiamma
La piccola spilla palestinese ha diviso il pubblico. C’è chi ha apprezzato il coraggio della cantante: “Ha dato voce a chi non ce l’ha”, ha scritto su X (ex Twitter) un utente, @giuliapace_. Dall’altra parte, chi ritiene che il festival dovrebbe restare un momento lontano dalla politica. “La musica deve unire, non dividere”, è uno dei commenti più condivisi.
Silenzio dagli organizzatori, nessuna sanzione in vista
Finora, né la direzione artistica né la Rai hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’episodio. Fonti interne assicurano che non sono previsti richiami o provvedimenti nei confronti di Fiorella Mannoia. L’artista non ha rilasciato altre dichiarazioni dopo l’esibizione. Solo col tempo si capirà se quel gesto resterà un caso isolato o se aprirà la strada a nuove prese di posizione.
Intanto, quella piccola spilla sulla maglia nera è diventata uno dei simboli più parlati di questa edizione del festival. Un dettaglio che vale più di mille parole.
