Roma, 28 febbraio 2026 – Fare della previdenza complementare un’abitudine fin dall’inizio della carriera lavorativa. Questo è il cuore del messaggio emerso oggi alla conferenza “Il futuro della previdenza complementare è oggi: il ruolo strategico delle imprese” tenutasi a Palazzo San Macuto. L’incontro, promosso da Walter Rizzetto, presidente della XI Commissione Lavoro della Camera, ha visto confrontarsi istituzioni, aziende, operatori del settore e responsabili delle risorse umane, tra dati, esperienze dirette e proposte concrete.
Previdenza complementare: una sfida culturale e generazionale da vincere
“La vera sfida della previdenza complementare è prima di tutto culturale”, ha esordito Rizzetto. Serve più informazione e formazione su uno strumento che ancora molti ignorano o sottovalutano. Tra i giovani, infatti, le adesioni restano basse, anche se negli ultimi anni si è registrata una leggera crescita. Il problema è che spesso si tratta di carriere a singhiozzo, con ingressi tardivi nel mondo del lavoro e un calo demografico che non aiuta. “Se diamo a lavoratrici e lavoratori gli strumenti per capire come funziona, quali vantaggi fiscali offre e cosa può garantire nel lungo periodo – ha detto Rizzetto – allora possono fare scelte davvero consapevoli”. La previdenza complementare diventa così un pilastro fondamentale per assicurare stabilità e sicurezza economica a chi lavora oggi e a chi lo farà domani.
Le novità della Finanziaria 2026: più semplicità e flessibilità
Durante la conferenza, Ugo Loeser, amministratore delegato di Arca Fondi SGR, ha illustrato alcune novità introdotte dalla Finanziaria 2026: dall’auto enrollment ai meccanismi “life-cycle”, passando per una maggiore flessibilità in fase di uscita e la portabilità dei fondi. “Questi cambiamenti – ha spiegato Loeser – portano vantaggi concreti agli aderenti, migliorando sia la fase di accumulo sia quella di utilizzo dei risparmi”. L’obiettivo è rendere la previdenza complementare uno strumento “facile, accessibile e vicino alle persone”. Secondo Loeser, queste misure potrebbero dare una spinta importante al sistema, allargando la partecipazione in modo più consapevole.
Risorse umane: conoscere la normativa per fare la differenza
Un altro tema caldo è stato il livello di conoscenza normativa tra i professionisti delle risorse umane. Patrizia Fontana ha presentato i risultati di una ricerca di Previverso, realizzata su più di 300 HR manager. Solo il 14% dei profili senior si sente davvero preparato sulle regole della previdenza complementare. Eppure, l’80% crede che la previdenza possa diventare parte della cultura aziendale. “L’esperienza di Previverso – ha spiegato Fontana – mostra che l’educazione previdenziale funziona solo se parte dai bisogni concreti”. Grazie al lavoro con aziende e funzioni HR, si sta aumentando la consapevolezza su un tema cruciale per il futuro dei lavoratori.
Formazione e progetti per i giovani: il caso PreviYoung
I direttori del personale presenti hanno confermato quanto sia importante la formazione finanziaria per i più giovani. Sono stati presentati programmi sviluppati insieme a Previverso per aumentare la consapevolezza previdenziale tra i giovani lavoratori. Tra questi spicca PreviYoung, nato nel 2024 dalla collaborazione tra esperti HR di Aidp e aziende come ABInBev, Emerson, SAS, Fastweb+Vodafone, Fortidia, TD Synnex, Swarovski, Kuehne + Nagel, Golmar, Italiaonline, Safety21, Sutter, Transcom e Sperlari. L’iniziativa vuole avvicinare la previdenza complementare anche ai giovanissimi, rispondendo a bisogni reali: genitori preoccupati per il futuro dei figli, aziende attente al benessere dei collaboratori e HR consapevoli del valore sociale della formazione.
Impatto su persone, aziende e sistema Paese
Dal dibattito è emerso come il modello di Previverso abbia effetti su tre fronti. Per le persone, aiuta a migliorare la consapevolezza finanziaria e a garantire una maggiore sicurezza economica. Per le aziende, valorizza il welfare con un occhio alla sostenibilità e rafforza la reputazione come datore di lavoro. Infine, per il Paese, promuove una cultura di pianificazione nelle famiglie e contribuisce a rendere l’economia più solida e resiliente.
Cultura finanziaria: la vera tutela per il domani
A chiudere i lavori, Rita D’Ecclesia, consigliera dell’Ivass, ha evidenziato il cambio di passo in corso: “La previdenza complementare può diventare una leva strategica per il welfare aziendale e un fattore chiave per attrarre talenti”. Per D’Ecclesia, la cultura finanziaria è una vera e propria protezione: acquisirla vuol dire saper valutare i propri bisogni previdenziali e fare scelte consapevoli e sostenibili nel tempo. Un percorso che, come si è visto oggi a Roma, richiede pazienza, costanza e l’impegno di tutti gli attori coinvolti.
