Tel Aviv, 28 febbraio 2026 – Israele ha annunciato questa mattina di aver lanciato un attacco preventivo contro l’Iran, con l’obiettivo chiaro di “eliminare le minacce allo Stato”. A dare la notizia è stato il ministro della Difesa, Israel Katz, che ha parlato di un pericolo imminente per la popolazione civile. “Ci aspettiamo un attacco missilistico e con droni contro Israele e i suoi cittadini nel prossimo futuro”, ha detto Katz in un comunicato diffuso dal ministero.
Attacco preventivo: Israele in stato di emergenza
Secondo il ministro, la decisione di colpire l’Iran è arrivata nelle ultime ore, dopo aver raccolto informazioni giudicate “gravi e concrete” dai vertici della sicurezza. Non sono stati dati dettagli sull’operazione, né su orari o modalità, ma fonti militari a Tel Aviv confermano che l’attacco è stato portato avanti nella notte tra il 27 e il 28 febbraio. “Abbiamo agito per proteggere i nostri cittadini da una minaccia diretta”, ha sottolineato Katz, lasciando intendere che la scelta è stata dettata dall’urgenza.
Contemporaneamente, Katz ha firmato un’ordinanza che dichiara lo stato di emergenza su tutto il territorio israeliano. Il provvedimento, basato sulla Legge sulla Difesa Civile, introduce misure straordinarie: scuole chiuse, limitazioni agli spostamenti e potenziamento degli allarmi. “La sicurezza dei cittadini resta la nostra priorità”, ha ribadito il ministro.
Paura di una risposta iraniana
L’annuncio ha subito acceso i timori per una possibile reazione militare da parte dell’Iran. Secondo le prime ricostruzioni, Teheran starebbe pensando a una risposta su larga scala, con missili e droni. Le autorità israeliane hanno invitato la popolazione a seguire le indicazioni della Protezione Civile e a prepararsi a possibili allarmi nelle prossime ore. “Non possiamo escludere niente”, ha ammesso un funzionario del ministero della Difesa. “La situazione cambia di continuo”.
Nelle principali città israeliane – da Gerusalemme a Haifa, fino a Tel Aviv – si sono viste scene di preoccupazione: supermercati presi d’assalto, lunghe code ai distributori di benzina, telefoni che non smettono di squillare. “Siamo abituati alle emergenze, ma questa volta la tensione è alta”, ha raccontato Yael, insegnante in una scuola elementare di Ramat Gan.
Reazioni internazionali: appelli alla calma
La notizia ha avuto risonanza anche all’estero. Dalla Casa Bianca è arrivato un appello alla calma: “Seguiamo con attenzione la situazione in Medio Oriente”, ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato americano. L’Unione Europea, tramite l’Alto rappresentante Josep Borrell, ha chiesto “moderazione da tutte le parti” e il rispetto del diritto internazionale.
Sul fronte geopolitico, questo episodio rischia di far salire ancora di più la tensione tra Israele e Iran. Negli ultimi mesi, secondo fonti dell’intelligence occidentale, Teheran ha aumentato il trasferimento di armi a gruppi alleati nella regione, in particolare Hezbollah in Libano e milizie sciite in Siria. Israele, dal canto suo, aveva più volte avvertito che non avrebbe tollerato nuove minacce ai propri confini.
Misure d’emergenza e clima nel Paese
Il governo ha convocato una riunione urgente con i vertici militari e dei servizi di sicurezza. Il premier Benjamin Netanyahu – che nelle settimane scorse ha rafforzato i legami con Washington – ha chiesto “unità nazionale” e collaborazione tra tutte le istituzioni. Le scuole resteranno chiuse fino a nuovo ordine, i trasporti pubblici funzioneranno a ritmo ridotto e nelle zone più a rischio sono stati allestiti rifugi temporanei.
Tra la gente si respira un’aria di attesa tesa. “Ci prepariamo al peggio, ma speriamo che non succeda nulla”, ha detto Amir, proprietario di un bar nel centro di Tel Aviv. Le autorità hanno assicurato che ogni aggiornamento sarà comunicato subito attraverso i canali ufficiali.
Cosa succederà ora?
Resta da vedere quale sarà la risposta iraniana e se la crisi potrà restare sotto controllo senza allargarsi a tutto il Medio Oriente. Gli esperti sottolineano che la situazione è “instabile” e può cambiare rapidamente. Intanto, Israele è in massima allerta: le sirene potrebbero suonare da un momento all’altro. E la popolazione, come spesso succede in queste ore, si affida alle notizie ufficiali e al passaparola tra vicini.
