La Nasa rivede i piani: niente allunaggio con Artemis III nel 2027

La Nasa rivede i piani: niente allunaggio con Artemis III nel 2027

La Nasa rivede i piani: niente allunaggio con Artemis III nel 2027

Giada Liguori

Febbraio 28, 2026

Houston, 28 febbraio 2026 – La Nasa cambia rotta nel programma Artemis. Il prossimo allunaggio umano slitta al 2028. La missione Artemis III, prevista per il 2027, non porterà più gli astronauti sulla Luna, ma si trasformerà in una prova tecnica in orbita terrestre bassa. A dare la notizia è stato il capo dell’agenzia spaziale americana, Jared Isaacman, durante una conferenza stampa a Houston. La decisione arriva dopo i problemi tecnici emersi durante le recenti prove di Artemis II.

Artemis III: niente Luna, solo test in orbita

La conferma ufficiale è arrivata oggi, anche se si sapeva già da qualche giorno. La missione Artemis III non toccherà la superficie lunare. Quella che doveva essere la grande occasione per riportare l’uomo sulla Luna dopo più di cinquant’anni, si limiterà a una serie di test in orbita bassa. “Dobbiamo prima consolidare la nostra esperienza e ridurre i rischi,” ha spiegato Isaacman ai giornalisti al Johnson Space Center. Il razzo SLS, che negli ultimi giorni è tornato nell’edificio di assemblaggio per controlli tecnici, resterà il pilastro del programma, ma con una configurazione più standard per tutte le missioni future.

Problemi tecnici e la pressione cinese

Dietro questa scelta non ci sono solo i guasti delle ultime settimane. “La concorrenza cinese è reale e in crescita,” ha detto Isaacman. Pechino sta spingendo forte con il proprio programma lunare, e Washington non vuole restare indietro. Ma le difficoltà emerse durante i test di Artemis II – tra cui problemi ai sistemi di propulsione e ai controlli di bordo – hanno costretto a fare un passo indietro. “Non possiamo mettere a rischio vite umane,” ha ammesso l’amministratore, precisando che questa nuova strategia si stava già valutando da tempo.

Nuova tabella di marcia: il ritorno sulla Luna nel 2028

Il prossimo allunaggio è ora fissato per l’inizio del 2028 con la missione Artemis IV. Nel frattempo, la Nasa si concentrerà su test e prove. La capsula Orion sarà messa alla prova in orbita terrestre insieme ai lander commerciali sviluppati da SpaceX e Blue Origin. Sono in programma anche test sulle nuove tute spaziali e controlli dei sistemi di supporto vitale e comunicazione. “Solo così potremo fare esperienza e prepararci a tornare sulla Luna in sicurezza,” ha detto Isaacman.

Più lanci, più formazione

Un punto chiave della nuova strategia riguarda la frequenza dei voli. La Nasa punta a garantire almeno un lancio all’anno, lasciandosi alle spalle i lunghi ritardi che hanno segnato le prime fasi di Artemis. L’obiettivo è chiaro: “Dobbiamo tornare allo spirito dell’Apollo, imparando da ogni missione,” ha spiegato Isaacman. Per farlo, l’agenzia rafforzerà le competenze dei propri tecnici e ingegneri, lavorando sia internamente sia con i partner privati.

Reazioni e cosa ci aspetta

La decisione della Nasa non ha sorpreso gli addetti ai lavori, che da settimane seguivano con attenzione le difficoltà di Artemis II. Alcuni esperti la vedono come una scelta prudente, altri temono che il rinvio possa dare vantaggio alla Cina nella corsa allo spazio. Isaacman però resta ottimista: “Non sono deluso. Questo percorso ci renderà più forti e preparati.” Il prossimo anno sarà dedicato a test fondamentali e a una revisione profonda delle procedure.

Fino al 2028, quando è previsto il vero ritorno dell’uomo sulla Luna, la comunità scientifica osserva con attenzione. Nel frattempo, la Nasa si prepara a mesi di lavoro intenso e a una sfida tecnologica che, come nel 1969, potrebbe segnare una pagina nuova nell’esplorazione spaziale.